ARTWORK IN CONTEST | Section Sculpture/Installation

 | K(N)OT A SOUVENIR

K(N)OT A SOUVENIR
assemblaggio multimediale interattivo, teca plexiglass con sensoti arduino, cuffie stereofoniche, cablaggio voltaggio domestico. autoportante
base 50 cm x h. 120 cm

La luna al guinzaglio

born in Potenza
work/study place: String:76, ITALIA


in contest since May 08, 2020

https://www.lalunaalguinzaglio.it/


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Artwork description / Biography


K)NOT A SOUVENIR è un’operazione ideata e realizzata dal collettivo La luna al guinzaglio che ha dato vita ad un’installazione interattiva nell’ambito del progetto M.E.M.O.RI., Museo Euro-Mediterraneo dell’Oggetto RI-fiutato.
Un viaggio che ha annodato due fra le sponde più trafficate e calde del Mediterraneo, spingendo la ricerca intorno alla tematica del souvenir, come oggetto di artigianato e come ricordo, e portandola a muoversi in una performance a tappe: da Malaga a Teotuan, salpando da Algeciras e attraccando a Ceuta. Alle mani incontrate è stato chiesto di annodare un pezzo di fune e di essere fotografate e riprese in questo gesto, affinchè quel nodo diventasse segno, dono, narrazione e trama del nostro viaggio insieme agli altri nodi.
I nodi che le persone ci hanno donato segnano il nostro cammino come il viaggio di un bastimento, si svolgeranno su una corda di mano in mano, man mano che il bastimento avanza
Knot significa nodo, annodare. Quindi l’azione ha mantenuto contemporaneamente un doppio significato: “knot a souvenir” è un invito che vuol dire “annoda un ricordo”, ma anche “not a souvenir” cioè “non un souvenir”, riferito al fatto che la fune manomessa è più di un souvenir, è diventata un ricordo collettivo.
In tutte le culture del mondo, a prescindere da come viene chiamato, il nodo dà il senso di afferrare, tenere, legare, congiungere. Ad esso si associa un doppio significato: è la forza che unisce, rafforza e protegge ma è anche un vincolo che lega, costringe, complica ed imprigiona. Tutto dipende dall’intenzione delle mani che lo realizzano.
Il nodo è l’elemento che sta alla base di molte delle attività manuali umane: la navigazione, il computo, la tessitura e il ricamo, l’abbellimento della persona, le raffigurazioni artistiche, la medicina, la preghiera, il gioco… Di conseguenza, molte delle produzioni artigianali partono dal gesto dell’annodare.
Pur racchiudendo in sé concetti molto complessi, il nodo possiede la potenza simbolica di rendere un’immagine immediata e chiara a chiunque e in relazione alla propria cultura di ascendenza.
E’ un’idea archetipica ed ancestrale radicata in profondità nell’universo umano ed, in particolare, in molti dei suoi processi mentali basilari; un’ immagine capace di risvegliare rapidamente una miriade di concetti e sensazioni, anche di notevole complessità speculativa.
Per questo abbiamo scelto di renderlo protagonista di questo viaggio, per superare con la sua universalità i confini geografici ed i limiti culturali e di comunicazione.
Fare un nodo è anche un modo di ricordare. Numerosissimi gli esempi nella storia delle culture in cui il nodo diventa un sistema mnemonico per tenere in mente numeri, racconti, azioni (basti pensare alla cultura Inca e al sistema dei quipu, dei sistemi di nodi appunto, utilizzati per calcoli astronomici, per ricordare formule magiche ma anche per descrivere avvenimenti storici ed economici).
L’installazione
K(n)ot a souvenir è una matassa di cordoncino blu con una catena di nodi realizzati durante il viaggio in nave fra le città di Algeciras e Ceuta. E’ stato richiesto a chi attendeva la nave o lavorava nei due porti di donare un nodo insieme al racconto di qualcosa che non avrebbero voluto dimenticare.
La matassa di corda è protetta in una teca di plexiglass, munita di sensori Arduino che registrano l’avvicinarsi delle mani attivando l’audio delle voci registrate durante la performance.
Ogni incontro è un nodo e ci ricorda che il legame è ciò che resta, si ripete e si conserva nelle mani che si avvicinano appena per conoscersi. L’incontro può, come una corda, unire le persone, e come una voce continuare a parlarci anche quando ci saremo salutati.
La teca invita il pubblico a toccarla, a metterci le mani sopra per attivare i racconti delle persone incontrate.
Biografia del collettivo artistico LLAG (La luna al guinzaglio)
2019
M.E.M.O.RI. Museo Euro-Mediterraneo dell’Oggetto Rifiutato, museo itinerante interattivo per Matera 2019 presso:
-Centre Pompidou di Malaga in collaborazione con la Escuela de Arte di San Telmo e gli artisti Cyro Garcya Rodriguez e Pilar Bandres;
- Festival della Scienza di Genova;
-chiesa rupestre di Santa Maria de Armenis a Matera nell’abito del programma di Matera Capitale Europea dela Cultura 2019
Residenze con artisti ed esperti internazionali (Kaori Kato, F. Fornasari, Farah Khelil, Maria Rosa Sossai, Antonio Politano, Ducccio Canestrini, Rocco Lombardi) in occasione dei M.E.M.O.RI. LAB , happening nell’ambito del Museo Euro-Mediterraneo dell’Oggetto Rifiutato , progetto interculturale per Matera 2019 in collaborazione con 5 città lucane e 5 città portuali mediterranee (Genova, Marsiglia, Tetouan, Malaga e Tunisi)
Il collettivo ha rigenerato uno spazio culturale che autogestisce, MOON, Museo Officina Oggetti Narranti (PZ).
Ha all’attivo mostre dal 2003 presso GAMEC di Bergamo, Magazzini Sale e Salone Arti-Venezia; Auditorium-Roma, Società Geografica Roma, Castel dei Mondi-Andri