"Pomegranate” è il punto sottile che separa la vita e la morte - lo spazio bianco in cui s’annida un’altra forma di esistenza. Il melograno simboleggia la morte per i Greci (è, difatti, attributo di Persefone); per gli antichi Egizi, simbolo di vita e fecondità, perché in grado di crescere in ambienti aridi. Dunque, il frutto racchiude l’esistenza umana tutta, ed è richiamato dalla posizione fetale del soggetto, pronto a ”nascere”. /
Iolanda Di Bonaventura nasce a L’Aquila 23 anni
fa. La sua produzione abbraccia differenti medium (novel, videomaking,
arti visive), nonostante la fotografia sia il suo mezzo espressivo
d’elezione. Annovera esperienze in qualità di performer. La sua ricerca è
improntata sull’indagine del corpo; tutta la sua produzione è
costituita da autoritratti. Vive tra L’Aquila e Roma. Tra le selezioni
più importanti: “Shingle22J: IV Biennale di Anzio e Nettuno” - Artista
selezionata.
In collaborazione con Ambasciata del Giappone e Centro
Sperimentale di Cinematografia (2013); “Bookciak, azione” - 70esima
edizione Mostra Internazionale del Cinema di Venezia.
Seconda classificata. Ettore Scola, Citto Maselli, Gianluca Arcopinto e Ugo Gregoretti
in giuria (2013); “OFF SITE ART”, Progetto di Arte Pubblica, L’Aquila
(2014); “Re-place 2015: Installazioni luminose in centro”, L’Aquila -
Artista selezionata.
In collaborazione con Museo Maxxi (RM),
dipartimento formazione. Patrocinio Unesco (2015); “Dominio Pubblico, la
città agli under 25”, Roma - Artista selezionata.
In collaborazione con Ministero per i Beni e le Attività Culturali e Comune di Roma (2016)