Premio Combat Prize

Gino D’Ugo - Premio Combat Prize

ARTWORK IN CONTEST | Section Sculpture/Installation

 | Less is more

Less is more
installazione, legno
150x60x77

Gino D’Ugo

born in Marino RM
work/study place: Lerici SP, ITALIA


in contest since May 09, 2017


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E77S, uno vale uno e non uno di meno
installazione, mixed media
198x120x220 (spazio fisico)

Artwork description / Biography


Nota biografica Gino D’Ugo:
Si è Diplomato in Scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Roma.
Nel 1992 ha frequentato il corso di pittura presso la Sommerakkademie di Salisburgo.
SELEZIONE ESPOSIZIONI RECENTI:
2017 La fine del nuovo cap.XIII, presso Mestrovic Pavilion, Zagabria curata da Paolo Toffoluti.
2016 Perdutamente T’Amo personale presso la spazio Fourteen Artellaro,Tellaro di Lerici SP.
2013 RUN – artisti di passaggio evento curato dall’artista Jaya Cozzani, Lerici SP
2012/13 Out… …the World, opere di Gino D’Ugo-Daniela Spaletra-Francesco Bruno C. presso la Showroom Schiffini,di La Spezia. Testo a cura di Enrico Formica
2009/10 A Travers, patrocinata dai comuni di Lerici e Mougins, Presso l’oratorio in selaa di Tellaro e presso il comune di Mougins Francia
PREMI:

1992 Vincitore del premio per la scultura Filippo Albacini presso l’Accademia Nazionale di San Luca, Roma
1993 Vincitore del concorso internazionale Kunst und Natur, Kunstlerplenair in Muritz Nationalpark , Germany
ALTRE ATTIVITA’

Collabora con diversi studi di architetti nelle progettazioni e realizzazioni di interni e design.
Attualmente sta preparando Eppur si muove, 2^ edizione per lo spazio d’arte Fourteen Artellaro

LESS IS MORE ( Gino D’Ugo – 2017 – installazione - 180x61x77)
Less is more è la frase con cui negli anni 20 l’architetto Mies van der Rohe caratterizzava il suo concetto di lavoro
« La forma è davvero uno scopo? Non è piuttosto il risultato del processo del dare forma? Non è il processo essenziale? Una piccola modifica delle condizioni non ha come conseguenza un altro risultato? Un’altra forma? Io non mi oppongo alla forma, ma soltanto alla forma come scopo. Lo faccio sulla base di una serie di esperienze e di convinzioni da queste derivate. La forma come scopo porta sempre al formalismo. »
Con queste parole Mies intende dire che la forma non è il punto da cui partire ma solo il risultato finale del processo progettuale, in cui però è essenziale il procedimento.
Sono anni in cui la modernità unisce allo sviluppo industriale il concetto, inspirato dalla funzione che un determinato oggetto deve svolgere, le fabbriche aumentano e c’è lavoro per tutti.
Bello! Tutto molto bello! Ma cosa è oggi di quel senso del progresso?
Se penso a come quel primo puro pensiero si è trasformato, grazie a un concetto di sviluppo che nell’idea di un capitalismo degenerato ha prodotto con la sua reclame per il bene del buisness dei pochi in aumento costante, mi viene l’assoluta urgenza di rileggere e dare oggi una diversa interpretazione a Less is more .
Se il meno è più e il sogno del moderno svanisce in una economia da monopoli una ritrovata considerazione di ciò che mi circonda mi fa onorare ciò che non si butta e non si svende e dove c’è poco valore sia la dedizione del singolo a farne emergere la sostanza.
Il procedere è nella scelta dell’oggetto quotidiano, si potrebbe dire fra quelli più democratici, che sono presenti in ogni casa : un tavolino e due sedie. Il materiale è legno vecchio consumato dal tempo e dalle intemperie, gran parte di questo è costituito da una panca da chiesa ammalorata. Sul piano del tavolo la parola è incisa a mano, come le inscrizioni che vengono lasciate su alcune panchine a segnare un pensiero individuale.
La condizione può essere di realismo, di adattabilità o di recupero di una dimensione persa.
Non lo so.
La definizione è ridotta all’essenziale.
Gino D’Ugo