Premio Combat Prize

Alessandro Costanzo - Premio Combat Prize

OPERA IN CONCORSO | Sezione Pittura

 | Immaginando l’incontro

Immaginando l’incontro
tecnica mista, acrilico, cera d’api, fili di cotone, chiodi, tavola
123,5 x 123,5 cm

Alessandro Costanzo

nato/a a Catania
residenza di lavoro/studio: Sant’Agata Li Battiati, ITALIA


iscritto/a dal 07 apr 2017


Under 35

http://www.alessandrocostanzo.it


visualizzazioni: 1137

SHARE THIS

Altre opere

 | Abbandonare il nido

Abbandonare il nido
tecnica mista, acquerelli su carta cotone, cera d’api, fili di cotone, chiodi, tavola
5 x 77,4 cm

 | Energia di scarto

Energia di scarto
dittico, tecnica mista, acrilico, cera d’api, fili di cotone, chiodi, tavola
33 x 33 cm ciascuno

 | La deriva dei continenti

La deriva dei continenti
tecnica mista, acrilico, carta da lucido, cera d’api, fili di cotone, chiodi, tavola
123 x 123 cm

Descrizione Opera / Biografia


DESCRIZIONE
Immaginare l’incontro diventa una pratica quotidiana che trasforma le sensazioni in rumore; in mezzo ad una folla e infinite nuove opportunità, il legame fra due piccole entità rimane acceso riconnettendosi continuamente in un ciclo perpetuo che blocca il ricordo in un limbo interiore.
Gli esagoni che riempiono la scena pittorica diventano nuove possibilità temporaneamente ignorate, rappresentando la possibilità dietro l’angolo, che permetterebbe di disinnescare il vortice della memoria.
SHORT_BIO
Alessandro Costanzo (Catania, 1991)
Dopo il diploma di maturità conseguito nel 2010 presso l’Istituto Statale d’Arte di Catania decide di iscriversi in pittura all’Accademia di Belle Arti di Urbino dove segue per due anni la cattedra di Luigi Carboni. Nel 2012 prosegue gli studi a Catania e inizia una nuovo percorso di ricerca artistica, partecipando costantemente a premi ed esposizioni.
Nel 2014 completa il suo primo ciclo di studi in Accademia ottenendo il diploma di Laurea di primo livello.
A luglio del 2016 viene selezionato per una residenza d’artista con Gianni Caravaggio: RITRATTO A MANO 3.0, a cura di Giuliana Benassi svolta a Caramanico Terme (PE).
A settembre dello stesso anno consegue presso l’Accademia di Belle Arti di Catania la laurea specialistica in Arti Visive.
STATEMENT
Nei miei lavori cerco di approfondire un dialogo fra impronta pittorica e “architetture extrapittoriche”.
Mi interessa soprattutto l’idea di legame, che esprimo attraverso connessioni e collegamenti di fili di cotone e lana, che stabiliscono interazioni con le piccole strutture edificate all’interno dello spazio pittorico, dove chiodi, rametti e frammenti diventano confini, limiti, punti fermi.
Il segno pittorico si espande all’interno di forme geometriche o porzioni di immagini rappresentate, che a volte costituiscono esse stesse il fine e limite ultimo che le isola dallo spazio circostante.
La scelta di utilizzare forme esagonali, ispirate ai favi delle api, nasce da una riflessione sul concetto di nido, luogo intimo, personale, privato dove si nasce e si cresce, e che diventa anche porzione di spazio geografico incontaminato, abitazione primigenia e ventre materno.
Strato dopo strato, il colore, la fusaggine, la matita vengono inglobati nella cera d’api, testimonianza materiale di un processo animale che si trasforma in processo pittorico. In questo modo “l’ape” entra in stretto contatto con l’idea del lavoro depositando inevitabilmente parte della sua memoria.
Il mettere in relazione diversi materiali, creando nuove possibilità spazio-temporali, assume anche una valenza semantica, che scorre attraverso il filo dei ricordi per poi riallacciarsi a un presente il cui valore è dato dall’essenza delle cose e dei loro continui rimandi.
Sensazioni effimere di esperienze vissute stimolano in me un lavoro che, concatenando immagine e reperti, dia una concretezza fisica ad una ricerca che si sviluppa sul terreno aleatorio della memoria individuale e soggettiva, che cerca di ripercorrere e trasformare quei momenti in un rumore di fondo perpetuo.