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OPERA IN CONCORSO  Sezione Fotografia

Matteo Girola | Save as... #2
vedi ad alta risoluzione

Save as... #2
gelatina al bromuro d’argento, carta politenata
30x40 ca

Matteo Girola

nato/a a Milano

residenza di lavoro/studio: Milano (ITALIA)

iscritto/a dal 18 apr 2015

Under 35

http://www.matteogirola.it

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gelatina al bromuro d’argento, carta politenata
30x40 ca

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Save as... #10
gelatina al bromuro d’argento, carta politenata
30x40 ca

Matteo Girola | Vicini più prossimi (London)

vedi ad alta risoluzione

Vicini più prossimi (London)
stampa glic, carta harman-hahnem
60x40

Descrizione Opera / Biografia


Descrizione Opera:
”Salvare, ovvero conservare memoria, definire un’identità, attribuire una collocazione virtuale a un oggetto
immateriale; nel II millennio una delle operazioni del quotidiano più deliranti e nel contempo una delle azioni più
necessarie alla civiltà del dato. Se nel 1840 la luce solare naturale, impressionava per contatto una carta
fotosensibilizzata manualmente dando vita a un oggetto, attribuendo a un’immagine un supporto tangibile e
determinando un’inscindibilità tra quell’immagine e quel supporto, a distanza di poco meno di due secoli quella
stessa immagine è impressionata da luce artificiale proveniente da smartphone, dispositivo distintivo degli anni
duemila, per ingrandimento, su carta fotosensibilizzata industrialmente. Un altro oggetto tangibile si, una nuova
attribuzione di immagine a supporto, scissa temporalmente da una distanza di quasi duecento anni, ma se le
particelle elementari della carta salata erano costituite unicamente da alogenuri d’argento, dopo due secoli circa gli
atomi dell’immagine sono diventati pixel, [unità minime che riportano alla mente i caratteri fondanti dei Digital
Scores (after Nicéphore Niépce) di Andreas Müller-Pohle, che echeggiano da lontano le discontinuità visive in
Datamatics di Ryoji Ikeda, che richiamano le sovrapposizioni minimaliste della serie Moiré di Liz Deschenes.]
Quell’unità minima digitale fusa a quell’unità minima analogica, in un sottile gioco di mise en abyme parla non
di un taglio nella tela ma di una sua progressiva smaterializzazione, di un continuo mutamento ontologico
dell’immagine, che si vede convertire da dato fisico a dato digitale, che si vede entrare in uno spazio figurato
tramite reiterata assegnazione di nuove e diverse identità, che si vede immergere in uno spazio condiviso in cui
il suo essere dato ne permette la migrazione, la fluttuazione, lo snaturamento in una logica liquida, rizomatica,
sovrastrutturale della rete, in cui decontestualizzazione, alterazione, deformazione segnano l’assoluta
scindibilità tra immagine e supporto, la definitiva loro indipendenza e in particolare il vaticinio conservativo.
I pixel nero su bianco rendono visibile, oggettivizzano un’evoluta considerazione dell’immagine-icona, ma
soprattutto creano un dialogo con un’evoluta produzione direttamente immateriale, direttamente visibile,
fruibile, condivisibile, perdendo quel concetto di latenza necessario alla fotografia dell’intero secolo intero
a cui proprio il procedimento calotipico aveva dato vita e smaterializzando le unità di tempo, il suo
dispiegarsi, in una simultaneità in cui il contesto storico, creativo, produttivo e fruitivo collassa.”
(Eleonora Moiraghi)
Biografia:
Matteo Girola (Milano, 1983) opera esperimenti analizzando le logiche percettive (...) in connessione con le possibilità di registrazione dellʼatto del vedere (...).
Egli attiva procedimenti che hanno carattere
rituale, come esercizi per lo sguardo.
(Ignazio Gadaleta)
La ricerca artistica di Matteo Girola corrisponde al tentativo di rendere visibile l’incertezza dell’immagine (...) Fotografare la realtà è prima di tutto uno strumento di comprensione, Girola utilizza la fotografia in questi termini, riflettendo sulle modificazioni dell’immagine e della realtà che riproduce, condizione quanto mai frequente nella società contemporanea.
(Luca Panaro)
Matteo Girola (Milano, 1983) indaga le nozioni di spazio, di interno-esterno, le zone di confine, esplorando gli usi dellʼimmagine legati alle nuove tecnologie e ai social network e sondando le possibilità di creazione di una “comunicazione fotografica” vera e propria.
(Matteo Balduzzi)
Mostre Principali:
2014
- Interventi video a ”Variazioni Bertallot” su Sky Arte HD.
2012
- (Personale) Ti sono vicino, a cura di Matteo Balduzzi e Chiara Buzzi, Teatro degli Arcimboldi, Milano e Festival Internazionale della Cultura, Bergamo.
- The End, Premio Celeste, a cura di Gean Moreno, Miami Beach Regional Library, (USA)*
- Premio Francesco Fabbri per le Arti Contemporanee, Villa Brandolini, Pieve di Soligo (TV)*
- Premio città di Treviglio, a cura di Sara Fontana, Museo Civico Ernesto e Teresa Della Torre. Treviglio (BG)
- L’Architettura del Mondo, Infrastrutture, mobilità, nuovi paesaggi, a cura di Alberto Ferlenga, Triennale di Milano.*
- Bitgeneration, a cura di Agustin Sanchez, Kilometro Rosso, Stezzano (BG).*
- Marche Centro d’Arte, a cura di Luca Panaro, Palariviera, San Benedetto del Tronto (AP).*
- Art Around, a cura di Matteo Balduzzi e Chiara Buzzi, Museo di Fotografia Contemporanea, Cinisello Balsamo.*
2011
- Live performance a RaiTunes, Radio 2 Rai.
- Milano un minuto prima, a cura di Matteo Balduzzi, Arianna Rinaldo, Giulia Tornari e Francesco Zanot, FORMA, Milano.*
2010
- è - Incontri d’arte a Molfetta, a cura di Gaetano Centrone e Ignazio Gadaleta, Sala dei Templari, ex chiesa della morte, Molfetta (BA).*
- Archive Generation, a cura di Luca Panaro, Civico Archivio Fotografico del Castello Sforzesco, Milano.
2009
- (Personale) Sedimentarie, a cura di Roberto Alessi, CorteManlio, Cormano.
- L’Universo dentro, a cura di Alessandra Angelini e Stefano Sandrelli, ex chiesa San Carpoforo e spazi pubblici limitrofi, Milano.*
2008
- Imagining Parco Sud - InContemporanea Due la Rete dell’arte, un progetto di Connecting Cultures, a cura di Anna Detheridge, Triennale di Milano.
2007
- Premio Nazionale delle Arti, a cura del MIUR, Le Ciminiere, Catania.*
- In tasca il tempo, a cura di Mario Cresci e Davide Tranchina, Museo Arte Tempo, Clusone (BG).
- L’immagine in tasca, a cura di Mario Cresci e Davide Tranchina, Raas gallery,
Milano.*
- Emulsioni-impressioni, a cura del gruppo Joe Lumaca , Studio D’Ars, Milano.
*mostra con catalogo