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OPERA IN CONCORSO  Sezione Scultura/Installazione

Francesca Maria Cabrini | E se una notte un cantastorie
vedi ad alta risoluzione

E se una notte un cantastorie
installazione, archivio di legno e cartone riciclato, drappo di lana, taccuino, 5000 buste anonime, video full hd
scultura: cm 120x96x38 video: proiezione a parete.

Francesca Maria Cabrini

nato/a a Milano

residenza di lavoro/studio: Peschiera Borromeo (ITALIA)

iscritto/a dal 20 apr 2015

Under 35

http://www.francescacabrini.com

Altre opere

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I cassetti dell’intimo
installazione interattiva praticabile, cubo di neve pressata
3x3m

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installazione, calchi in gesso di involucri industriali di polistirolo assemblati, ferro
100x100x20cm

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Ricordi pungenti
installazione, rete elettrosaldata, carta da pacco, cartone
25x35x4cm

Descrizione Opera / Biografia


L’installazione “E se una notte un cantastorie” è composta da una scultura e un video. La scultura consiste in un archivio di legno e cartone riciclato, un drappo ricavato da una vecchia sciarpa di lana e un diario con annotazioni giornaliere rigorosamente al presente. Nei cassetti dell’archivio sono presenti 5000 buste anonime mai spedite contenenti stralci del diario, citazioni, pensieri e fotografie. Tutte diverse l’una dall’altra. Il video in loop è stato girato con una vecchia super 8 all’interno di un garage, un ambiente lasciato intaccare dal tempo, colpito dall’incuria di chi accumula senza ordine e improvvisamente se ne ricorda.Oggi si è proiettati sempre avanti. Non c’è spazio per sedimentare le esperienze vissute. Il passato viene cancellato in nome di un presente schiacciante. La memoria dell’uomo contemporaneo assomiglia sempre di più al nastro di una videocassetta: si fa reset e si registra qualcosa di nuovo. Ma il passato cancellato e quindi non superato in tutte le sue sfaccettature ritornerà sempre a bussare alle menti sotto le vesti di tracce rimosse che emergeranno improvvisamente a disturbare il presente. E allora si prova a dare un ordine alle tracce che riaffiorano nel nostro qui e ora: si scrive per paura di dimenticare, si archivia ciò che si vive nel breve termine, si collezionano macerie e rifiuti per dare un senso alle proprie esperienze. Ed infine si cerca di elaborare i propri vissuti attraverso un estremo atto di coraggio: si condivide il proprio racconto, la propria storia, per chi la vorrà ascoltare… il titolo dell’opera prende spunto da un ricordo tramandatomi da mio padre. Quando era piccolo e viveva in cascina in mezzo alle campagne di una periferia milanese ancora incontaminata, alcune serate invernali le trascorreva all’aperto, sull’aia, intorno ad un falò animato con vecchi pezzi di cartone, in compagnia di altri bambini e del cantastorie El Carlin, che in cambio di un posticino per dormire, raccontava loro le sue storie. Alla fine dei suoi racconti il cantastorie donava loro piccoli pezzi di carta su cui scriveva alcune sue massime per far sì che i bimbi se le ricordassero e ne facessero tesoro per il futuro. L’installazione è un dispositivo interattivo che invita lo spettatore alla partecipazione, alla condivisione, all’intimo ascolto delle proprie coscienze.
Francesca Maria Cabrini nasce a Milano il 23 Aprile 1988. Frequenta il Liceo Artistico Sperimentale a Milano. Dopo aver conseguito il diploma di maturità, nel 2007 si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Brera in Scultura, sotto la guida del maestro Paolo Gallerani. Durante il triennio di Scultura partecipa a diversi workshop, selezionata dal docente di indirizzo: nel Maggio 2008, si reca a Delfi (Grecia), insieme ad alcuni compagni di corso, dove lavora per progetti individuali a stretto contatto con un altro gruppo di studenti greci; nel Dicembre 2009 partecipa ad un workshop a Londra con finalità di approfondimento della propria ricerca artistica; nel Maggio 2010 partecipa ad un simposio tenutosi a Grancona (vicino a Vicenza), per apprendere i segreti della lavorazione della pietra di Vicenza. Nel frattempo Francesca si dedica alla decorazione di interni di case private. Alla fine del 2010, dopo aver concluso la triennale, si iscrive al biennio specialistico di Scultura. Partecipa al workshop Real space di Arte Pubblica nella città di Milano, progetto curato dal nuovo docente d’indirizzo Vittorio Corsini e dall’architetto Romolo Ottaviani. Conclude il suo ciclo di studi nell’aprile 2013, laureandosi con 110 e lode. Attualmente collabora come illustratrice freelance con studi di grafica e agenzie di comunicazione. Parallelamente porta avanti la sua ricerca artistica con passione ed entusiasmo, dedicandosi a progetti, partecipando a concorsi artistici e a diverse mostre collettive.
Mostre collettive:
Aprile 2008: Mostra collettiva, “Renzi e Lucia”, al Club Quanta Village (Milano Affori)
Agosto 2009: Mostra collettiva, “Biennale della pietra lavorata XV edizione” (Arezzo)
Febbraio 2010: Mostra collettiva, “La giovane scultura”, Palazzo Ducale di Vigevano (Pavia)
17 Giugno 2010: Mostra collettiva, “Premio Nazionale delle Arti 2009/2010”, Accademia di Belle Arti (Napoli)
Agosto 2010: Mostra collettiva presso la Cantina del Teatro di Soresina (Cremona)
Marzo 2011: Mostra collettiva, X edizione “Le donne nell’arte oggi”, casa/galleria di Tina Parotti (Arconate, Milano)
Maggio 2011: Mostra collettiva “Lavorare è un’arte”, Premio Opera Fabbrica CGIL, Chiostri della Biblioteca Oriani (Ravenna)
Luglio 2011: Mostra collettiva ARTSHOT 2011, Teatro San Domenico (Crema)
Febbraio 2012: Mostra collettiva alla Fabbrica del Vapore (Milano)
Aprile 2012: Mostra collettiva “Passato prossimo, arte nell’epoca della post-produzione”, concorso artistico Biennale di Roncaglia XXXII edizione, presso la Pinacoteca di San Felice sul Panaro (Modena)
Dicembre 2012: Mostra collettiva presso Art In Ice for Fashion 2012 (Livigno, Sondrio)
Marzo 2015: Mostra collettiva all’Arsenale di Venezia, finalista del Premio Arte Laguna 14/15.
Pubblicazioni:
A cura di Giovanna Cassese e Maria Cristina Antonini, catalogo Premio Nazionale delle Arti 2009/2010, Napoli, 2010, p. 145
A cura di Daniele Casadio, catalogo mostra “Lavorare è un’arte”, Danilo Montanari Editore, Ravenna, 2011
A cura di Ilaria Bignotti, Elisabetta Modena, Valentina Rossi, Marco Scotti, catalogo mostra “Passato prossimo, arte nell’epoca della post-produzione”, Biennale di Roncaglia 2012, Ed. Cura.books, Modena, 2012