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OPERA IN CONCORSO  Sezione Scultura/Installazione

CAt Borruso | Mare Nostrum
vedi ad alta risoluzione

Mare Nostrum
scultura-installazione realizzata con una boa di resina, tagli di precisione, vernici, ferro e cime per parabordi.
150x60 cm

CAt Borruso

nato/a a Roma

residenza di lavoro/studio: Milano (ITALIA)

iscritto/a dal 09 mag 2015

http://www.catborruso.it

Altre opere

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Mare Nostrum
scultura-installazione realizzata con una boa in resina, tagli di precisione, vernici, ferro e cime per parabordi.
150x60 cm

CAt Borruso | Mare Nostrum

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Mare Nostrum
scultura-installazione realizzata con una boa in resina, tagli di precisione, vernici, ferro e cime per parabordi.
150x60 cm

CAt Borruso | Mare Nostrum

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Mare Nostrum
scultura-installazione realizzata con una boa di resina, tagli di precisione, vernici, ferro e cime per parabordi.
150x60 cm

Descrizione Opera / Biografia


Titolo: Mare Nostrum
Tecnica e materiali: Scultura-Installazione realizzata con una boa ritrovata su una spiaggia ritagliata in modo da formare la bocca e i denti dello squalo. La coda è invece realizzata con un supporto di ferro rivestito con cime cave, dette ’calze’, generalmente usate per appendere i parabordi. Anno di realizzazione:2015
Presentazione Opera
“Mare Nostrum è il titolo dell’ultima installazione di CAt nonché l’appellativo con cui i Romani designarono il Mar Mediterraneo dopo averlo conquistato attraverso innumerevoli e sanguinose guerre. All’interno del linguaggio espressivo dell’artista, l’installazione costruisce un ampio panorama di significati allargando l’orizzonte di senso dei concetti chiamati a dialogare tra loro e, immersa nella realtà, l’opera rimanda al dramma attuale dei ’viaggi della speranza’. Per mezzo di una logica semantica che con dinamicità coniuga visioni opposte rendendo l’una il completamento dell’altra, il lavoro dell’artista diviene la commemorazione dei viaggiatori che partono abbagliati dalla luce bianca della speranza di un’improbabile salvezza e, nel mare che li inghiotte, invece, trovano la morte. Una boa di resina nera che il mare ha usurato e sconfitto nel suo essere simbolo di salvezza, attraverso uno squarcio che diviene bocca, si trasforma in uno squalo pronto a divorare. Immobile, il pesce guarda con le fauci spalancate e gli occhi fermi e immediatamente si è attratti, avvolti e inghiottiti dal nero di quegli abissi che, penetrando lo spazio circostante, ricordano che il mare, simbolo di nuove speranze e conquiste, ingurgita chi osa sfidarlo senza rispettare le sue leggi. Questo il messaggio che si evince dalla contrarietà dinamica di ogni particolare di questo lavoro: una boa diviene squalo, i denti bianchi, richiamando la schiuma delle onde e la luce della speranza, si trasformano nel nero dell’abisso creato dalla bocca spalancata, riversandoci nelle profondità del mare, mare nero, come lo chiamavano i Greci perchè portatore anche di morte. E infine la coda, metà bianca e metà nera in questo gioco di opposti di cui tutta l’opera è permeata, è spezzata, non più un timone che mantiene la direzione, ma una speranza rotta dalle onde bianche e insieme minacciose del mare: la speranza di migliaia di uomini, donne e bambini che alla ricerca di una nuova vita trovano invece la morte. Mare Nostrum, titolo rassicurante di un’opera che è in grado d’inquietare e che ci obbliga a riflettere su quello che accade ogni giorno dentro e fuori i nostri confini”. Elena Zorzella, dott.ssa in filosofia.
Biografia
Caterina Borruso nasce a Roma nel 1978, si diploma al liceo classico e prosegue gli studi allo IED (Istituto Europeo di Design) di Roma. L’ultimo anno del corso triennale si trasferisce a Milano e consegue il diploma di laurea in pubblicità specializzandosi in copywriting. Comincia subito a lavorare nel reparto creativo di multinazionali dove apprende le migliori tecniche di comunicazione e realizza campagne on air su diversi media. Nel 2007, dopo aver partecipato alla stesura dei testi e alle riprese di Piccolo Fratello, documentario girato a Nairobi sui bambini di strada degli slum, trova il coraggio e l’ispirazione per realizzare la sua prima opera d’arte ’Babilonia’, gettando le basi della sua nuova vita d’artista. Dopo 5 anni di ricerca e sperimentazione di diverse tecniche usate per le sue installazioni, nel 2013 partecipa alla sua prima mostra collettiva, la Road to The Art presso l’Idroscalo di Milano debuttando in arte come CAt. Si sono susseguite altre collettive compresa la mostra-contest ”Oscar of Conteporary Art” presso il Museo MIIT di Torino a maggio 2014, nell’ambito della quale l’installazione Buon Viaggio presentata da CAt ha vinto un premio rilasciato dal museo stesso. Hanno scritto su di lei Paolo Levi, Guido Folco, Alessandro Costanza e la dott.ssa Elena Zorzella, la quale da gennaio 2015 sta curando le presentazioni e la critica delle nuove opere realizzate dall’artista. Per approfondire il percorso personale ed artistico che ha portato CAt ad abbondare la pubblicità per dedicarsi interamente alla sua personale quanto inedita visione dell’arte, potete visitare il sito www.catborruso.it.