Premio Combat Prize

Simone Monsi - Premio Combat Prize

OPERA IN CONCORSO | Sezione Scultura/Installazione

 | CAPITOLO FINALE: Let’s Forget About It Let’s Go Forward – From Meaning To Intensity, il ventiseiesimo episodio di Mani!! I Love Holding Hands – It’s okay for me to be here!

CAPITOLO FINALE: Let’s Forget About It Let’s Go Forward – From Meaning To Intensity, il ventiseiesimo episodio di Mani!! I Love Holding Hands – It’s okay for me to be here!
stampa digitale su cotone, imbottitura, mdf
dimensioni variabili (180x100x77cm; 140x100x73cm; 185x100x100cm; 180x97x71cm)

Simone Monsi

nato/a a Fiorenzuola D’Arda
residenza di lavoro/studio: Alseno, ITALIA


iscritto/a dal 21 mar 2017


Under 35

http://simonemonsi.altervista.org


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strofinacci, moci, imbottitura, acciaio
145x65x75 cm ciascuno

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stampa digitale su seta, acciaio, ferro, acrilico
dimensioni variabili (71x68x106cm; 70x106x57cm)

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Untitled (Things are getting bad again)
perspex, acciaio, mdf
158x167x11 cm

Descrizione Opera / Biografia


Le sculture del ciclo Capitolo Finale (2016) prendono la forma di soffici colonne, come a rappresentare l’ingresso ad un mondo pervaso da un’ironia distopica; e diventano monumenti innalzati in ricordo delle mani, degradate a mero strumento di manutenzione con il compito di mantenere puliti gli schermi attraverso i quali si fa esperienza visiva di una realtà mediata. Il titolo allude ad un ipotetico ultimo episodio di una serie animata i cui personaggi sono impegnati a superare la sensazione di malcontento digitale, cioè quel senso di malinconia e frustrazione derivato dalla separazione delle esperienze di corpo e mente.
Le sculture sono tappezzate da immagini collezionate seguendo l’hashtag #sunsetporn, in cui romantici tramonti in grotteschi paesaggi iper-saturati, lasciando incerti i confini tra sentimento di affezione e godimento estetico. Gli elementi rizomatici che fuoriescono dai corpi delle sculture ricordano un personaggio di un popolare anime giapponese, a suggerire una traumatica presa di coscienza delle origini misteriose e forse mostruose dell’uomo.
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Simone Monsi (Italia 1988) è un YIBA Young Internet-Based Artist e nel suo lavoro esplora la sensibilità delle culture giovanili e la loro rappresentazione su piattaforme di microblogging, dalle quali estrapola immagini e contenuti virali. Il blog diventa metodo per indicizzare collezioni dinamiche composte di popolari frasi melanconiche, fermi immagine di Evangelion e gif post-porno, mentre la scultura, l’installazione e i social network sono momenti di un unico processo che porta le opere a diventare esse stesse immagini virali una volta ripostate online. Ha da poco concluso un MFA alla Goldsmiths University di Londra.
Mostre e progetti recenti includono Cyphoria, a cura di Domenico Quaranta (16a Quadriennale d’arte, Roma), We’re Having a Great Time :) (ROCKELMANN &, Berlino), Like Mops on the Beach (Green Ray, Londra), Feeling The Walls (The Breeder, Atene) e il fandom www.stillsfromevangelion.tumblr.com.