Premio Combat Prize

Silvia Paci - Premio Combat Prize

OPERA IN CONCORSO | Sezione Pittura

 | They got lost

They got lost
colori ad olio e gesso, tela
100x100

Silvia Paci

nato/a a Prato
residenza di lavoro/studio: Prato, ITALIA


iscritto/a dal 13 apr 2018


Under 35

http://www.silviapaci.it


visualizzazioni: 336

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Descrizione Opera / Biografia


Silvia Paci nasce a Prato nel 1990. Vive a lavora tra Berlino e Firenze.
2017
Amore e Psiche, Ex chiesa di San Giovanni, Prato.
Enter Art Foundation, Kantgarage, Berlino.
http://www.enterart.com/artists/Silvia%20Paci/
Finalista Premio Combat,2017, Museo Giovanni Fattori, Livorno. http://www.premiocombat.it/finalists
Mostra KNOCK OUT, galleria Showroom, Chaochangdi, Pechino.
BEYOND REALITY, 318 internation Art village, Chaochangdi, Beijing.
Arte per Pamat, Palazzo della provincia, Prato.
2016
Premio Combat, artista consigliato, Museo Giovanni Fattori, Livorno.
Rosso di Donna, sala Campolmi, biblioteca Lazzerini, Prato.
Uno, Nessuno, Centomila, sponsorizzato dalla galleria ONart, Teatro delle Logge di Montecosaro, Italia.
Sogni e Simboli, galleria ONart, Firenze.
2015
Premio Prima Pagina Art, sponsorizzato da Il Resto del Carlino, ARTEFIERA, Bologna.
Focus exhibition, galleria Fellini, Berlino.
http://www.fellinigallery.com/en/artists/silvia-paci
BLACK CANVAS, galleria Fellini, Berlino.
Progetto TU35, Officina Giovani, sponsorizzato dal Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, Prato. https://centropecci.it/en/exhibitions/prato
Nella mia ricerca artistica il corpo gioca il ruolo più importante, è lo strumento che ci permette di essere in contatto con il mondo. Nei miei dipinti, appare sempre qualche corpo, raramente realizzato perfettamente. Queste figure effimere esprimono il passaggio dell’essere umano in un mondo caotico. All’interno del mio lavoro, diverse situazioni sono visivamente intersecate. Il caos moderno è rappresentato da strati sovrapposti di pittura. Colori che evocano paura o disagio in contrasto con altri che invocano speranza, elementi di distruttività si alternano a elementi piacevoli. Questa è la realtà che vedo, una costante alternanza tra forze negative e positive, speranza e disperazione. Cerco di creare immagini che non siano scontate, ma voglio che lascino che lo spettatore si chieda cosa sta succedendo sulla tela. Amo creare immagini ambigue in cui ognuno possa creare la propria storia. Ricerco situazioni che evocano una tensione tra i personaggi e il contesto in cui sono rappresentati. Nei lavori più recenti mi interrogo sulla realtà che mi circonda , la vita stessa, gli eventi che stanno segnando l’epoca in cui viviamo. Posso affermare di muovermi in una direzione sempre più sociale. Sono profondamente convinta che l’arte deve proporre delle domande, deve scuotere, deve farci uscire dalla zona di comfort e mostraci nuove realtà, a volte scomode, a volte punti di vista a cui non avremmo mai pensato. La tecnica della pittura ad olio mi permette di creare una differenza visiva dove pennellate più dense e violente si alternano ad altre più realistiche e meditate. Questa tecnica mi permette di creare un ritmo all’interno del lavoro in cui la pittura stessa si interroga sulle proprie potenzialità e quale sia la modalità di rappresentazione più giusta in relazione al messaggio che voglio trasmettere.