Premio Combat Prize

Oriella Montin - Premio Combat Prize

OPERA IN CONCORSO | Sezione Fotografia

 | mamma 2017

mamma 2017
cucito su fotografia di recupero, fotografia
12,6x16,9 cm

Oriella Montin

nato/a a Lendinara (Rovigo)
residenza di lavoro/studio: Milano, ITALIA


iscritto/a dal 01 feb 2017

http://www.oriellamontin.com


visualizzazioni: 424

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Altre opere

 | mamma 2017 (retro)

mamma 2017 (retro)
cucito su fotografia di recupero, fotografia
12,6x16,9 cm

 | mamma 2017 (dettaglio)

mamma 2017 (dettaglio)
cucito su fotografia di recupero, fotografia
12,6x 16,9 cm

Descrizione Opera / Biografia


Oriella Montin
Artista. Nata a Rovigo il 7 marzo 1978, vive e lavora a Milano.
Dopo il Liceo Artistico Bruno Munari di Castelmassa (Rovigo) si è diplomata in pittura presso (NABA), Nuova Accademia di Belle Arti di Milano nel 2001.
Dopo i primi anni di attività artistica rivolta esclusivamente al disegno e alla pittura, Oriella Montin ricerca nuove modalità operative alternative alla pittura, attingendo al mondo del cucito abbinato al fascino della fotografia d’epoca e all’interesse per l’oggetto usato. L’artista decide di recuperare la tecnica tradizionalmente femminile del cucito trasformandolo da semplice attività “casalinga” spesso ripetitiva, in un mezzo espressivo creativo, riflessivo e poetico soprattutto se applicato alla fotografia. Mediante questa nuova commistione, l’Artista attua una ridefinizione del ruolo della donna essenzialmente circoscritto nell’ambito famigliare.

“Ho iniziato questo lavoro perché non avevo più il tempo per recarmi ogni giorno in studio a dipingere e rispettare così i tempi di asciugatura dell’olio su tela. Volevo disegnare e dipingere ma senza usare la pittura, pennelli, tavolozza e diluente! Utilizzando invece ago e filo, rievocando una tecnica chiaramente “femminile” come quella del cucito, per trasformare l’atto del cucire in gesto pittorico/concettuale.
La volontà di trasformare la fotografia d’epoca, cucendovi sopra altre immagini, stralci di altre fotografie, mi sembrava ottima per sperimentare le stratificazioni famigliari con tutte le implicazioni del cucito, per una ricostruzione genealogica famigliare.
Usando ritagli di fotografie di famiglia recuperate nei mercatini delle pulci ed incollandole su altre foto per poterle cucire insieme ho elaborato una tecnica del tutto nuova, che sta diventando la mia personale cifra stilistica.”
I temi trattati dall’Artista sono: la maternità, la famiglia, il ruolo della donna all’interno della famiglia e il corpo come oggetto del desiderio, il femminicidio e la violenza sulle donne.
I soggetti privilegiati sono infatti le donne con i loro volti, analizzate nei loro ruoli e gerarchicamente collocate in un ipotetico albero genealogico.
Spuntano così tra le cuciture ordinate frammenti di vite vissute, momenti salienti trascorsi in apparente serenità, attimi del quotidiano che vanno a formare progressivamente una nuova immagine.
In una sorta di stratificazione genealogica inventata dall’Artista viene a galla tutto il processo di ricostruzione dei propri ricordi e prende vita nei lavori l’universo interiore dell’io.
Oriella con le sue opere offre una visione intima, interiore, inconscia, allo spettatore che ama affrontare, e non ha paura, un viaggio nella memoria personale e collettiva.
La sua è una riflessione sulla condizione delle donne all’interno della famiglia che arriva a narrare i lati oscuri e l’insieme degli stereotipi e luoghi comuni in essa contenuti.
Seguendo un indirizzo concettuale la sua ricerca è in bilico tra linguaggio fotografico, pittorico e talvolta scultoreo nella realizzazione di oggetti e installazioni. Attratta dal valore simbolico degli oggetti di recupero, l’artista lavora sull’effetto straniante, enigmatico e surreale della rappresentazione. Attraverso l’uso della garza medica (simbolo del curare) e del cucito, l’Artista parla delle ”ferite” all’interno della Famiglia. Ci mostra le memorie e i percorsi che l’inconscio traccia nei corpi e nei volti di queste figure ripescate dal passato. Mai riconosciute, mai viste ma così famigliari!
Dal recupero di vecchie fotografie d’epoca, a volte di interi album di famiglia appartenuti ad anonimi, cornici ed oggetti di uso comune, Oriella ricava l’importanza degli incontri, dei momenti di vita semplice, quotidiana, strappi di realtà sfuggenti che però appartengono per ciclicità al vissuto contemporaneo.
La pratica del “Rammendo” rafforza il valore concettuale dell’opera,
in cui la dimensione della donna “chiusa” tra le mura domestiche, nel ruolo di procreatrice e di madre, viene così evidenziato.
L’opera, arricchita da una moltitudine di fili e cuciture restituisce una costellazione genealogica di rapporti famigliari e interpersonali come la nascita del primo figlio, i nonni coi nipotini, la mamma che abbraccia il figlio, il padre che fa fare i primi passi al figlio, il primo giorno di scuola, la prima volta al mare, i compleanni, i momenti salienti della vita di ciascuno, ecc..
Il tutto è articolato con precisione ed in maniera armonica ma assolutamente immaginaria.
A ciò va aggiunta la forza di un linguaggio, in parte autobiografico
teso a scandagliare in profondità l’essenza della condizione umana.
Ha esposto in diverse personali e collettive, tra le più recenti:
Arteam Cup 2016 (opera finalista) Palazzo del Monferrato Alessandria; Milano Scultura 2016 a cura di Valerio Dehò, Fabbrica Del Vapore, (Milano 2016); Flash Back - Fotografia Italiana di sperimentazione 1960 - 2016, Palazzo Ducale, a cura di Sabrina Raffaghello e Roberto Mutti (Genova 2016); Skateboards Confluence, Galleria Seno, (Milano 2016); XII Rassegna Poesiarte, Con-divisioni Quintocortile (Milano2016); Dieci anni di Fotografia Europea 2007-2016, vv8artecontemporanea (Reggio Emilia); Waterproof (mostra collettiva) Campione del Garda (VR) 2016; Set Up 2016, Bologna Autostazione; Art Verona 2015; Bocconi Amari, a pink Art Food Show, MAM Gazoldo degli Ippoliti (Mantova 2015); Finalist Sixth Edition Premio Combat 2015 Prize (Livorno); Mantegna Cercasi, Group Show Finalist artists (Mantova 2014); N.I.P. New Ideal Photography Part # 2, Group Show, Sabrina Raffaghello Contemporary Art (Milano 2014); Italian Contemporary Art vs Design, Centro Steccata Gallery ( Milano 2014); Rammendo - Mending, Solo Show, VV8 Contemporary Art (Reggio Emilia 2013); Donna 2.0 Le cattive ragazze non vogliono il paradiso, Group Show, Arena Art Gallery (Milano 2013);
Memorie, Group Show, Whitelabs (Milano 2013);
Modern and Contemporary Art Fair of Verona, VV8 Contemporary Art (Verona 2012); Piccole donne crescono, Group Show, Sabrina Raffaghello Contemporary Art (Alessandria 2012);
Alessandria Biennal Arts Festival Contemporary video and art photography, (Alessandria 2011); Sguardi al femminile, Villa Pomini-Castellanza (Varese 2010); ALT-ilcorpoèmio, Spazio Quintocortile (Milano 2008); Due racconti, Renzo Cortina Gallery (Milano 2008); Underworld, e-studio Gallery (Milano 2007); Film Muto, Inga-Pin Gallery (Milano 2005).