Premio Combat Prize

Marco Groppi - Premio Combat Prize

OPERA IN CONCORSO | Sezione Fotografia

 | SIGN, 2017

SIGN, 2017
inkjet on cotton paper, dibond and frame
120x90, 4,3

Marco Groppi

nato/a a
residenza di lavoro/studio: Milano, ITALIA


iscritto/a dal 10 mag 2017


Under 35


visualizzazioni: 619

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Altre opere

 | Mar Mortis. Luoghi di una migrazione clandestina, 2014

Mar Mortis. Luoghi di una migrazione clandestina, 2014
inkjet on cotton paper, dibond and frame
63x93 cm, 2:3

 | Temporary Fables, #Dunlop, 2015

Temporary Fables, #Dunlop, 2015
inkjet on cotton paper, dibond and frame
40 x 70 cm, 16:9

 | Community, 2017

Community, 2017
inkjet on cotton paper, dibond and frame
35x30 cm, 5:4

Descrizione Opera / Biografia


Una parola antica: Assoluto. Una parola ormai di difficile significato. Una parola che risuona da tempo e a cui non siamo più in grado di dare una residenza, uno spazio d’esistenza. Ma che cos’è?
Sappiamo solo (e solo ora) che non è lì, già fatto, a portata di mano. Non è magia, non è uno schiocco di dita.
È un tragitto da compiere con i propri piedi e se non c’è sudore non c’è meta. È fatica. È lavoro. È impegno. È accettare di giocare una partita seria.
E da questa scommessa impariamo che il ‘negativo’ non è la negazione né una minaccia alla nostra incolumità ma è la capacità di guardare in faccia quello che non conosciamo e che, quindi, ci spaventa enormemente. Stare dentro il negativo è già una conquista, è già il suo superamento.
Ed è qui che Marco Groppi innesca il suo cortocircuito.
Ci presenta un’opera che sembra rispettare tutti i canoni di una cultura visuale accettata e compresa, rassicurante come solo sa essere una moda, che riconosciamo, che ci fa sentire protetti e in cui, perciò, vogliamo identificarci.
Ci troviamo dentro all’atmosfera essenziale e pulita di una galleria, madre matrigna dell’arte contemporanea, croce e delizia del mercato, in cui il bianco e il grigio (così di “moda”, appunto) la fanno da padroni. Unico protagonista, solitario e silenzioso, discreto eppure visibilissimo, un neon. Una scritta in tedesco, innocua.
Che poi le cose non stanno proprio così. Non tutto quello che possiamo vedere esiste davvero, gli occhi spesso vengono traditi dallo stesso visibile: questo neon non c’è mai stato, non è mai stato fotografato. È stato creato ex post e inserito nella foto di uno spazio vuoto, pronto ad accogliere qualsiasi feticcio. Ce l’aveva già detto con Mar Mortis, Marco Groppi, che c’è di più oltre a quello che si vede e che, non è vero, la bellezza non salverà il mondo se non sapremo farne un uso consapevole e responsabile.
E ora, con SIGN la vocazione fortemente filosofica, che caratterizza la ricerca dell’artista, si fa sentire con veemenza, creando una contaminazione non delle forme ma del pensiero. Il neon assume una potenza inaspettata, rivoluziona il nostro primo contatto con l’opera. Guardiamo e improvvisamente esplode un senso dissidente, persino inquietante e anacronistico: Arbeit des negativen. L’assoluto si conquista con “il travaglio del negativo”.
Proprio per questo, allora, iniziamo a raccogliere le forze per farci investire da questo senso eretico. Vale la pena di iniziare a camminare. Con i propri piedi e il proprio sudore, ovviamente.
Chiara Spenuso
MARCO GROPPI
Milan, 1988
Lives and works in Milan
GROUP EXHIBITIONS
2015
PARATISSIMA, CROSS THE BORDER | Sul finire della terra curated by Laura Carnemolla and Claudia Francisetti, Torino Esposizioni, Torino, Italy
COMBAT PRIZE, Museo Giovanni Fattori, Livorno, Italy
2014
Zona 10, Appartamento Lago, Milan, Italy
CAREER
2015 - Current
Gallery assistant, Francesca Minini, Milan
2014
Assistant, Francesco Jodice, Milan
Graduated CFP BAUER, Corso Biennale di studi fotografici, Milan
2011
Graduated in Philosophy at Università degli Studi di Milano, ”Fotolinguaggio, un possibile utilizzo dell’immagine nella cura psichica”