Premio Combat Prize

Kalina Danailova - Premio Combat Prize

OPERA IN CONCORSO | Sezione Grafica

 | 12 meters on life

12 meters on life
mixed media (drawing, water color, collage), on paper
150x16cm

Kalina Danailova

nato/a a Sofia/Bulgaria
residenza di lavoro/studio: Milano, ITALIA


iscritto/a dal 10 mag 2017


Under 35

http://www.kalinart.com


visualizzazioni: 602

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Altre opere

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12 meters on life
mixed media (drawing, water color, collage), on paper
150x16cm

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12 meters on life
mixed media (drawing, water color, collage), on paper
150x16cm

 | 12 meters on life

12 meters on life
mixed media (drawing, water color, collage), on paper
150x16cm

Descrizione Opera / Biografia


12 METRI DI VITA
LA VISIONE:
Mi chiamo Kalina Danailova. Lavoro come artista. Ho trovato questo “mestiere” adatto alle mie esigenze personali, dato il suo carattere non limitato a un campo specifico, alla ricerca di “libertà”. Ho capito però che, per avere questa libertà, non era sufficiente studiare l’arte, ma serviva comprendere la natura delle cose. Nel corso del mio studio ho notato chiaramente invece l’interdipendenza e l’impermanenza di ogni singola forma di vita ed è proprio li che mi sono sentita finalmente libera. Un’integrità assoluta nell’ordine universale.
L’arte per me è un metodo per comprendere la vita, noi stessi e il carattere temporaneo di ogni fenomeno. Il comprendere ovvero concepire visto come processo mentale opposto al capire, allo scopo di imparare attraverso la nostra sensibilità, mentre il capire si riferisce e si appoggia alla logica e quindi all’esterno, il concepire dal latino - cum capere, cioè ”accogliere in sé” si riferisce al mondo interiore tramite il processo di comprensione - cum-prehendo ”prendo dentro” sostituito dalla psicologia con il termine empatia dal greco - empatéia, dove en-, ”dentro”, e pathos-,“sentimento”, quindi “sentire dentro”. E di conseguenza si “diventa” ciò che si sente, ciò che si fa.
Quindi: prendo → accolgo → sento → divento. Questo riguarda sia l’artista che diventa l’opera stessa durante la sua creazione, sia l’osservatore che si trasforma in artista nel momento in cui si relaziona con l’opera d’arte e l’arte diventa specchio della sua anima. Sviluppando così una sensibilità interiore.
I mezzi: Provocazioni di carattere visivo, palpabile, uditivo oppure olfattivo destinati a penetrare i nostri sensi e così anche la nostra concezione del mondo. (L’arte dell’ultimo secolo ci ha mostrato che può provocare i sensi anche con la mancanza di provocazione diretta, che comunque viene percepita come senso di vuoto, vuoto visivo, uditivo, olfattivo etc. Che non fa altro che confermare la regola dei sensi.) Non rimane più spazio per teorie, decodificazione o processi intellettuali. Che comunque hanno sempre accompagnato e appoggiato l’arte facendole da supporto. Ma infondo la mente è vuota ed esprime la sua libertà manifestandosi attraverso il mediatore e il medium (inteso come mezzo), superando ogni convinzione logica, di controllo, volontaria di incorporare un’idea all’interno dell’opera. Parlo di questi atti che si manifestano attraverso il processo di creazione e che non hanno un carattere conscio e consapevole. Atti che si osservano durante ogni attività umana e universale, ma l’arte con il suo carattere “inutile”, mette in mostra ammettendo e valutando, così, la loro esistenza. Processi che possono essere intesi come il puro “caso”.
Su questo si basa tutta la mia ricerca artistica. Su quella cosa immensurabile, divina, subconscia che si evidenzia in presenza di fede e amore per la pura natura delle cose, della mente, della percezione. Questo si riferisce sia al processo di creazione, sia all’osservazione. Kurt Schwitters diceva: “Lo sputo d’artista è arte”. Ma l’idea non sta nella “cosa” in sé, è il “come” l’artista vede - sente le cose, grazie all suo amore e fede nella natura, sempre vuota di senso razionale, ma funzionale. A questo punto qualsiasi manifestazione svuotata dal suo “significato” diventa automaticamente arte.
LA STORIA:
Tutto è iniziato con uno splendido viaggio in Giappone. Andavo in giro per le strade con un piccolo taccuino in mano, a prendere appunti e a raccogliere immagini da tutto ciò che mi stava attorno. Ero sommersa dalla bellezza di un posto che mi aveva sempre attratto. “Casualmente” sono finita sulla montagna, dove si trova il più grande cimitero Buddhista del mondo. Non avevo un posto dove dormire e quando si e fatto buio, sono stata ospitata dai monaci di uno dei 1100 monasteri che popolavano questa montagna. Prima di arrivare non avevo il minimo sospetto della loro esistenza. Incantata dal fascino esotico e dall’atmosfera pacifica, mi è apparso un pensiero: se un giorno dovessi morire, ecco il posto dove vorrei che questo accadesse. Mi sono sentita allineata, in pace con me stessa e con il mondo intero.
Da poco avevo perso mia madre, stavo vivendo un periodo buio. Dopo il ritorno in Italia, l’immagine di quel monastero, di quelle persone, di quell’atmosfera e di quella sensazione di perfezione non usciva fuori dalla mente. Era successo qualcosa, mi era impossibile tornare come prima. Non ci è voluto molto tempo e il mese successivo, sono rientrata nel monastero come discepola della scuola esoterica Buddhitsa che rappresentava. Ho vissuto in questo contesto, contaminata da ogni cosa per tutta la durata del mio visto, ovvero 3 mesi. Tornata in Italia ho visuto nove mesi di gravidanza cogliendo ogni momento nel mio diario.
L’ARTE:
Non c’era nessun concetto, nessun progetto iniziale. C’era solamente la necessità di raccontare quello che stavo vivendo. Di memorizzarlo. Di fermarlo nel tempo, per poterci tornare. Il racconto ha preso la forma di diario. Ogni dettaglio era importante, ogni cosa aveva significato ed era sostanziale per la mia esperienza. Ogni parola, ogni gesto, ogni suono e ogni immagine. Avevo cominciato sul mio piccolo taccuino raccogliendo parole e immagini, materiali cellulosi di riciclo, giornali, tutto quello che trovavo. Un diario tipo “leporello”, un libro pieghevole in costante crescita, con una dimensione di lato estesa all’“infinito”…
Cose trovate per strada, insegnamenti spirituali, calligrafie dei monaci, disegni miei e disegni loro, numeri di telefono. Senza giudizio e senza classificazioni. Accettando la manifestazione dell’ordine segreto nella “casualità”, nella natura, nell’universo. Tutto quello che accade è perfetto.
Racconto ogni cosa che si ferma nel mio orizzonte visibile e anche in quello invisibile, interiore, che era la ragione del mio viaggio. Un viaggio in un mondo per me poco conosciuto fino ad allora.
Man mano, lavorando, la cosa ha cominciato a prendere forma. Mi sono fermata un giorno davanti all’opera e ho visto un ovale ripetersi su ogni pagina. Ero già incinta, ma non lo sapevo. L’ovale era il pieno e il vuoto, era l’embrione, la nascita e la rinascita, ogni giorno era una nuova vita, ogni passo era un nuovo passo, e ogni mia cellula era nuova in ogni istante. Essendo “vuoti” inteso come liberi, noi scegliamo. Consapevolmente o meno, in ogni istante noi facciamo delle scelte. Esse condizionano così il mondo che viviamo, sulla base del principio: Causa ed Effetto. Capire questo e riconoscerlo è fondamentale per la nostra consapevolezza degli atti e del sonno dal quale ci facciamo spesso trascinare, confortandoci con l’idea che le cose stanno fuori e non dentro di noi.
LO STUDIO:
Nel corso di questo studio si intrecciano i miei interessi personali che vanno dalla fisica quantistica, alle scienze psicoanalitiche, a quelle filosofiche e non per ultima la filosofia Buddhista. Tutto messo alla prova dalle le mie esperienze vere e proprie. Trovo molti punti comuni in queste scienze, ma anche nell’arte. Una verità universale che si trova in fondo a ogni aspetto della vita. Basta osservare.
IN PROGRESS:
Al mio ritorno dalla montagna sacra, il mio lavoro continua. Si tratta di una ricerca di vita. Non c’è inizio e di conseguenza, non si pone una fine. Continuo a strutturare, ad osservare, a scrivere e a raccogliere momenti chiave della vita, oggetti ed esperienze. Ciò che mi spinge è l’entusiasmo di trovare una strada di serenità e pace all’interno di me stessa e quindi, nel mondo. Vorrei donare la mia propria visione, la mia esperienza e le mie riflessioni sperando di poter aiutare anche chi si avvicina alla mia arte.
Una ricerca di integrità attraverso il “come” al posto di “cosa”, per arrivare a conoscere meglio se stessi, l’umanità e il mondo che viviamo. Per sviluppare la fiducia e la sensibilità nella vera natura delle cose. Libera dai concetti e dai confini.
L’OPERA:
L’opera viene vista, toccata e annusata. Viene visuta con tutti i nostri sensi.
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EDUCATION
2008-2010 MFA of Painting, Accademia di belle arti di Brera, Milan / Italy
2004-2008 AB of Visual Arts, NBU (New Bulgarian University), Sofia / Bulgaria
2003-2004 Master of Traditional Animation, National Academy of theater and film arts (NATFA), Sofia / Bulgaria
1998-2003 High School of Fine Arts in english, Pencho P. Slaveikov, Sofia / Bulgaria
SOLO EXHIBITIONS
2016
”Amori Possibili (Autoritrati in viaggio)” EX Studio of Piero Manzoni, Milan / Italy
2015
”In principio erat Verbum”, Duomo Mondadori store, Milan / Italy
”Retrospective”, The Tank, Milan / Italy
”Tracce d’esistenza”, Mostrami Factory – Bracco Foundation, Milan / Italy
2013
”431 days”, Blanchaert gallery – Basilica Sant’Ambrogio, Milan / Italy
SELECTED GROUP EXHIBITIONS
2017
”Natura viva” Studi Festival LDF, Milano / Italy
2016
”Premio Lynx 2016” Teatro Piccola Fenice, Trieste / Italy
”Premio Lynx 2016” Lokarjeva gallery, Ajdovščina / Slovenia
”Plantarium” Casa dei Carraresi, Treviso / Italy
”Cazziefighe” Laltalena, Milan / Italy
”7th Edition of Combat Prize” Museo Giovanni Fattori, Livorno / Italy
”The Ricoh Prize for young artists” Spazio Oberdan, Milan / Italy
”Life or something like it” Masada , Milan / Italy
”Identità e orizzonti” at Galleria Civica, Monza / Italy
Affordable Art Fair with Mostrami Factory, Superstudio più, Milan / Italy
Affordable Art Fair with Basezero, Superstudio più, Milan / Italy
2015
”Dialogo con la terra” at Mostrami Factory spazio Bracco, Milan / Italy
”La memoira nutre il pianeta” at Mostrami Factory spazio Bracco, Milan / Italy
”LetterArte 2015” at Galleria Civica, Monza / Italy
2014
”Contemporary Bulgarian Artists Abroad So Close, So Far” at National Palace of Culture (NDK), Sofia / Bulgaria
”Art Prize – Cairo Editore” at Palazzo della Permanente, Milano / Italy
“Energia vitale: verso Expo 2015″ – ”Mantegna cercasi” at Casa del Mantegna, Mantova / Italy
”Arte nel cuore” Bianca Maria Rizzi e Matthias Ritter Gallery, Milan / Italy
”Mezzominuto di racoglimento” Basilica Sant’Ambrogio, Milan / Italy
2013
”The Ricoh Prize for young artists”, Spazio Oberdan, Milan / Italy
”The Ricoh Prize for young artists 2”, Spazio IdroArt, Segrate / Italy
”Farben Beats”, Maria Frozen gallery, Berlin / Germany
2010

“Arte contemporanea” at Biennale di Pero, Pero / Italy
2009

“MIART” with Accademia di belle arti di Brera, Milan / Italy
”La nova manualità nel’era digitale BOSH” and Accademia di belle arti di Brera at San Carpoforo, Milan / Italy
2008
”L’energia della parola” D’ARS Gallery, Milan / Italy
”L’energia della parola” D’ARS Gallery, Bologna / Italy
”Tutti i Figli del genio” Villa Litta, Milan / Italy
”L’energia della parola” Colonne/Spe/La Nazione, Viareggio / Italy