Premio Combat Prize

Giuseppe De Mattia - Premio Combat Prize

OPERA IN CONCORSO | Sezione Fotografia

 | Fotografia come matrice del mio segno (Testa abruzzese), Bologna 2017

Fotografia come matrice del mio segno (Testa abruzzese), Bologna 2017
1) spray acrilico su carta tiepolo puro cotone acid free, stampa xerox monocolore 2) spray acrilico su carta tiepolo puro cotone acid free, carta
59 x 81,5

Giuseppe De Mattia

nato/a a Bari
residenza di lavoro/studio: Bologna, ITALIA


iscritto/a dal 13 apr 2018

http://www.giuseppedemattia.it


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Fotografia come matrice del mio segno (La prima nevicata del diciotto), Bologna 2018
a sinistra, la matrice, stampa xerox su carta da incisione, 100% cotone con spray acrilico. a destra, spray acrilico su tela ritrovata., carta e tela
30

 | La fotografia è matrice del mio segno (Scultura Pre-colombiana), dittico in doppia cornice, Bologna 2017

La fotografia è matrice del mio segno (Scultura Pre-colombiana), dittico in doppia cornice, Bologna 2017
1) spray acrilico su carta serigrafica savile row acid free, stampa xerox monocolore 2) spray acrilico su carta savile row acid free, carta
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Descrizione Opera / Biografia


Descrizione opera: L’utilizzo di fotografie altrui fa parte della ricerca sviluppata in questi anni da De Mattia sull’utilizzo della fotografia come cliché. Ciò è visibile nella serie Fotografia come matrice del mio segno in cui la fotografia genera, a seguito di un atto ‘scultoreo’ (percussione di un punzone per forare la carta), una serie di punti (sempre a spray rosso) e dei segni ‘generatori’ prodotti dai punti stessi. La relazione causa - effetto e risultato viene racchiusa nelle due tavole che unificano i mezzi prediletti da De Mattia: Fotografia come oggetto e segno/disegno.
Il suo è un lento passaggio al disegno ‘educato’, un allontanamento in termini di utilizzo e procedura dal mezzo che ha adoperato maggiormente in passato, la fotografia. Questo processo cauto e consapevole è racchiuso nell’opera proposta e condensato nel gesto ‘scultoreo’ introdotto dall’atto del martello e del punzone sull’immagine.
Biografia: La ricerca di Giuseppe De Mattia è incentrata soprattutto sull’osservazione, lo studio ed il recupero di oggetti destinati ad essere buttati; li recupera, li trasforma, li fotografa o li filma donando una nuova vita e un nuovo senso. Il suo lavoro tende a salvare ciò che è generato dal passaggio del tempo, come scarto, e a prendersene cura. In generale, ogni forma di “registrazione” e possibilità di “scelta” è parte del suo lavoro.

La scelta, la selezione di uno o più oggetti, è un processo che De Mattia attiva in forma assolutamente off-camera. Ogni suo progetto nasce da una ricerca di oggetti fisici che non necessariamente saranno delle immagini fotografiche. I suoi progetti nascono in un mercato dell’antiquariato, piuttosto che in una collezione. La collezione è un aspetto fondamentale nel suo lavoro. Tutto parte dalla collezione e dall’ossessione di usare ciò che è stato già costruito in un tempo più o meno vicino. Tra i suoi strumenti di lavoro c’è la fotografia, il video, l’audio e il disegno.