Premio Combat Prize

Giorgio Tentolini - Premio Combat Prize

OPERA IN CONCORSO | Sezione Fotografia

 | Lina  (Elementi per una teoria della jeune-fille)

Lina (Elementi per una teoria della jeune-fille)
10 reti in metallo, intagliate a mano e sovrapposte a fondale nero, legno
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Giorgio Tentolini

nato/a a Casalmaggiore (CR)
residenza di lavoro/studio: Casalmaggiore, ITALIA


iscritto/a dal 14 apr 2017

http://www.giorgiotentolini.com


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Altre opere

 | Lina  (Elementi per una teoria della jeune-fille) - dettaglio

Lina (Elementi per una teoria della jeune-fille) - dettaglio
10 reti in metallo, intagliate a mano e sovrapposte a fondale nero, legno
100x100

 | Lina  (Elementi per una teoria della jeune-fille) - originale

Lina (Elementi per una teoria della jeune-fille) - originale
fotografia digitale, digitale
100x100

 | Laura  (Elementi per una teoria della jeune-fille)

Laura (Elementi per una teoria della jeune-fille)
10 reti in metallo, intagliate a mano e sovrapposte a fondale nero, legno
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Descrizione Opera / Biografia


LA JEUNE-FILLE È UNA MENZOGNA CHE CULMINA NEL VISO
Tentolini dà vita a rarefatte immagini, creando riscritture di luce. Sovrappone strati di materiali -acetato, carta, cartone, tulle, scotch, rete metallica- e svolge la lenta azione di levare sino a giungere a stratificazioni leggere e quasi impercettibili, sorta di bassorilievi in negativo. La genesi visiva della sua opera ha origine da un’immagine bloccata dalla fotografia e nel suo procedere segue i pieni e vuoti delle luci e delle ombre, in una ricerca che si fa metafora del ritmo e del senso dell’esistere. 
Costante è la meditazione sul tempo, esplorato sotto vari punti di riflessione: dall’agire dell’artista, allo scolorire dei contorni della memoria, al percorso a ritroso nella storia e nell’arte, all’osservazione della ciclicità della natura sino agli effetti delle trasformazioni del paesaggio urbano e ai mutamenti della società. Ogni esplorazione tematica è inscindibile dalla ricerca tecnica compiuta, infatti essa è per Tentolini sempre più di un medium, è legata alla poetica e costituisce un vero e proprio soggetto dell’opera. 
Il ciclo di lavori in rete metallica è ispirato al libro Elementi per una teoria della jeune-fille, scritto dal collettivo francese Tiqqun, il quale ha dato vita anche ad un’omonima rivista.
In questa serie la rete crea, da un lato, una gabbia in cui la figura è intrappolata, dall’altro costituisce un materiale malleabile rispetto ad ogni spinta e ad ogni pressione, diviene pertanto una sorta di metafora dell’esistenza della jeune-fille. Essa è il prodotto del capitalismo, è l’esito più radicale della trasformazione dei corpi in oggetti inoffensivi, è una consumatrice, ma nel contempo è un lussuoso bene di consumo; è un dispositivo estensibile a tutte le categorie sociali, assolutamente slegato da un concetto sessuato, che coinvolge necessariamente lo spettatore in una meditazione sconfinante dal mero mondo dello spettacolo e della moda. Caratterizzata da fattezze femminili per praticità di commercializzazione, è l’icona del cittadino modello, riformattato dal biopotere in un’immagine plasmabile, «è una menzogna che culmina nel viso».
Nelle opere metalliche sono raffigurati i volti e alcuni dettagli di corpi di modelle, mannequin non affermate, il cui nome appare quasi come un accessorio da didascalia che non ci dice molto di più sulla loro identità, la loro parvenza è infatti la loro sostanza; sono donne prigioniere della bellezza e destinate ad essere dimenticate. Sono figure di sapore Pop, ma nel contempo anti Pop, ovvero prodotti che si consumano in fretta senza avere nemmeno eco nell’immaginario collettivo. Nell’arte Pop c’era tempo per l’icona, ora il processo ha portato alle estreme conseguenze la crisi dell’antropocentrismo: l’immagine è assolutamente fugace e la soggettività del volto sovrapponibile a quella di molti altri ritratti.
«La jeune-fille è il presente, e forse già il passato, dell’uomo». Essa rappresenta la cattura nel meccanismo di assoggettamento, dove tutti siamo già in ritardo. Tra le maglie della rete le effigi intrappolate ci seducono, illudendoci di essere gli acquirenti di ogni prodotto, tra le maglie della rete si cela invero anche il nostro essere la jeune-fille stessa.
di Anna Lisa Ghirardi (tratto dal catalogo, ”Giorgio Tentolini - Off White edito dalla galleria Colossi Arte Contemporanea)
BIOGRAFIA
Giorgio Tentolini nasce a Casalmaggiore (Cremona) nel 1978, si forma in Arti Grafiche presso l’Istituto d’Arte “Toschi” di Parma, per diplomarsi in design e comunicazione alla “Università del Progetto” di Reggio Emilia. Dopo stages presso artisti come Marco Nereo Rotelli, inizia una personalissima ricerca con installazioni su base fotografica, per le quali subito ottiene riconoscimenti significativi. Ogni sua opera nasce da una precisa indagine sul Tempo come memoria e identità, in un’attenta e lenta ricostruzione che avviene con lo studio della luce e l’incisione di strati di materiali diversi, tessuti, carte, PVC. Sono il tulle e ila rete metallica l’attuale medium della sua ricerca per la levità meditativa che i suoi strati restituiscono all’immagine, metafora di luoghi e ricordi, di sogni e visioni. Un lavoro pittorico dunque che vive la realtà della scultura. Vive e lavora tra Casalmaggiore, Reggio Emilia e Milano.