Premio Combat Prize

Giacomo Menconi - Premio Combat Prize

OPERA IN CONCORSO | Sezione Pittura

 | Untitled - Attesa

Untitled - Attesa
inchiostro su carta foderata su tela, tela
100x 100 cm

Giacomo Menconi

nato/a a Massa
residenza di lavoro/studio: Carrara, ITALIA


iscritto/a dal 14 apr 2018


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visualizzazioni: 30

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 | Untitled - Attesa (dettaglio)

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inchiostro su carta foderata su tela, tela

 | Untitled - Attesa

Untitled - Attesa
inchiostro su carta foderata su tela, tela
100 elementi; 114,5 x 114,5 cm (11 x 11 cm l’uno)

 | Untitled - Attesa (dettaglio)

Untitled - Attesa (dettaglio)
inchiostro su carta foderata su tela, tela
100 elementi; 114,5 x 114,5 cm (11 x 11 cm l’uno)

Descrizione Opera / Biografia


Il progetto qui presentato nasce e si sviluppa in relazione alle tendenze ed esperienze che più hanno ispirato il mio
percorso all’interno dell’Accademia di Belle Arti di Carrara.
Il titolo, immutato dal giorno in cui ne ho concepito l’inizio, è Untitled – Attesa, e la serie di lavori che ne fanno parte
costituisce, di fatto, la totalità della mia produzione artistica degli ultimi tre anni.
Alla base del mio operare ho posto la riflessione sul tempo e la sua percezione, l’individuazione di una sintassi, di un
codice e di un procedimento realizzativo preciso e rigoroso e l’individuazione di una forma che, parimenti alla sintassi,
potesse dare una struttura alla composizione e un ordine al disordine.
La riflessione sul tempo si dispiega a partire dal concetto di attesa.
Ma cos’è l’attesa?
È uno stato mentale, una condizione psicologica, un movimento interiore contrapposto a un immobilismo fisico che si
accompagna alla sensazione di sospensione che essa comporta. L’incertezza è ciò che la alimenta, e ciò che le fa seguito,
sia esso positivo o negativo, permanente o transitorio, è imprevedibile e imponderabile.
E la percezione del tempo che scorre nell’attesa è del tutto variabile e personale: “il tempo è l’unica cosa veramente
magica che c’è, di una elasticità incredibile (…) Ognuno ha il suo tempo.” ebbe a dire Boetti.
Le prime riflessioni in merito a questa tematica mi hanno portato, un giorno di qualche anno fa, alla conta dei giorni da
me vissuti fino ad allora; in quel momento ho individuato la necessità di ricorrere ad un sistema di segni che fosse il più
semplice possibile: lo studio delle poetiche minimaliste e concettuali mi aveva convinto della bontà della scelta di una
“spazializzazione ripetitiva” e di un codice, una sintassi che fosse in grado di dare una forma fisica al concetto che avevo
elaborato.
Si adattavano perfettamente al mio scopo i cosiddetti tally marks, le “tacche” utilizzate dai carcerati per contare i giorni di
detenzione in attesa, appunto, della fine della loro pena; un modo di contare, semplice ed intuitivo, ben radicato
nell’iconosfera collettiva grazie alla sua presenza ricorrente in film e serie televisive, che trae la propria origine dal sistema
numerico unario, il primo storicamente adottato dall’uomo primitivo. E altrettanto antica è la composizione, articolata su
piani paralleli e priva di profondità spaziale, la quale mantiene l’andamento orizzontale paratattico tipico delle opere
dell’antichità, nonostante sia composta da segni verticali.
Quattro tacche verticali. Una quinta, orizzontale, ad attraversarle.
Come asserito in precedenza, l’attesa vive e si nutre di incertezza, può essere legata all’euforia così come può essere
agonica, angosciosa, interminabile: in fondo, tutta l’esistenza umana è fatta di continue attese, che di fatto, per quanto
transitorie (se considerate singolarmente) non trovano mai compimento.
Al fine di rendere graficamente questa impossibilità di realizzazione ho sottratto nei miei lavori il segno orizzontale,
dilatando la progressione delle “tacche” fino ad un ipotetico infinito: la moltitudine di segni che nel primo, embrionale lavoro stava a raffigurare il conto dei giorni si era già tramutata in un conteggio più serrato di unità di tempo via via più
piccole, al fine di rendere una immagine che tenesse conto di ogni attimo, anche il più breve e fugace, dell’esistenza
umana.
La scelta di imbrigliare e confinare la rappresentazione del tempo in un quadrato è nata praticamente in contemporanea
alle idee espresse in precedenza: esso è simbolo di antidinamicità, opposto, appunto, al fluire continuo del tempo.
L’opera finita non è altro che il risultato della dialettica tra spazio (il supporto quadrato del foglio) e tempo (la cui
rappresentazione costituisce il fulcro dell’opera).
Il procedimento di realizzazione si configura, come per gli altri progetti che comportano infinitezza, come un esercizio
dello spirito, che trova compimento proprio nella realizzazione manuale dell’opera: senza questa componente fisica,
materiale, l’idea rimane uno spunto interessante e nulla più, un enunciato sterile.
E proprio nella realizzazione trova un riscatto anche la componente estetica (tanto bistrattata dai concettuali più
ortodossi), sebbene non sia un punto centrale della progettazione: le Attese non risultano piatte, fredde, ma vibrano grazie
alle variazioni di segno dovute ai livelli di inchiostro delle penne a sfera utilizzate.
-
Giacomo Menconi nasce a Massa (MS) il 26 luglio 1991; diplomato al Liceo Scientifico “G. Marconi” di Carrara con il punteggio di 89/100
nel 2010, consegue, nel 2015, il diploma di I livello in pittura a pieni voti (110/110 e Lode) presso l’Accademia di Belle Arti di Carrara.
Nel luglio 2016 consegue nuovamente la maturità, questa volta presso il Liceo Artistico “Artemisia Gentileschi” (corso serale) di Carrara
con il punteggio di 100/100; termina il proprio percorso di studi presso l’Accademia di Belle Arti di Carrara il 20 giugno 2017, conseguendo
il diploma di II livello in pittura (110/110 e Lode).
Da sempre appassionato di musica, sport, arte e cinema, vive e lavora a Carrara.
CURRICULUM ARTISTICO
-maggio 2015, Carrara: workshop assieme all’artista Stefano Arienti per la realizzazione delle 100 “Turbine” esposte nell’Aula Magna
dell’Accademia di Belle Arti in occasione dell’Open Day (22/05-22/06/2015);
-9 luglio - 13 settembre 2015, Carrara: Parkour. L’arte in movimento, in occasione della Marble Week 2015;
-28 novembre 2015 - 26 novembre 2016, Massa: Belle Arti in procura 2, collettiva delle opere degli studenti di Pittura dell’Accademia
di Belle Arti di Carrara presso la Procura di Massa, catalogo a cura di Giovanni Chiapello e Alberto Semeraro;
-20 maggio - 9 giugno, Carrara: collettiva delle opere degli studenti di Pittura dell’Accademia di Belle Arti di Carrara presso la Galleria
Blu Corner di N. Ricci;
-30 maggio - 23 giugno, Carrara: workshop di 5 giorni insieme all’artista Andrea Aquilanti per la realizzazione e l’allestimento della
mostra personale Doppio Movimento presso l’Ex-Ospedale San Giacomo (24/06-11/09/2016), catalogo a cura di Lucilla Meloni;
-24 giugno -11 settembre 2016, Carrara: Giovani Artisti dell’Accademia collettiva delle opere degli studenti dei vari indirizzi
dell’Accademia di Belle Arti di Carrara presso il Palazzo Paretra, in occasione di “Marble Week 2016”;
-26 novembre 2016 - 24 novembre 2017, Massa: Belle Arti in procura 3, collettiva delle opere degli studenti di Pittura dell’Accademia
di Belle Arti di Carrara presso la Procura di Massa, catalogo a cura di Giovanni Chiapello e Alberto Semeraro;
-21 gennaio - 9 febbraio 2017, Forte dei Marmi: mostra collettiva di cinque allievi ed ex-allievi dell’Accademia di Belle Arti di Carrara
presso il Museo Ugo Guidi;
-3 novembre 2017, Torino: selezione come finalista presso la IV edizione del concorso internazionale Art Prize CBM - Premio Carlo
Bonatto Minella, catalogo a cura di Silvana Editoriale.
-3 novembre 2017 - 11 novembre 2017, Torino: mostra dei vincitori e dei finalisti della IV edizione del concorso internazionale Art
Prize CBM - Premio Carlo Bonatto Minella presso la Cripta di San Michele Arcangelo.
-29 marzo 2018 - 20 aprile 2018, Praga: mostra di 20 artisti tra vincitori e finalisti della IV edizione del concorso internazionale Art
Prize CBM - Premio Carlo Bonatto Minella presso la Gallery of the Czech Centres.