Premio Combat Prize

FRANCESCA CATELLANI - Premio Combat Prize

OPERA IN CONCORSO | Sezione Scultura/Installazione

 | MEMORIE in Super8

MEMORIE in Super8
fotografia digitale-assemblaggio materiali, stampa su carta cotone/specchi invecchiati/post-it/passepartout/cornici
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FRANCESCA CATELLANI

nato/a a REGGIO EMILIA
residenza di lavoro/studio: Reggio Emilia, ITALIA


iscritto/a dal 10 mag 2017

http://www.francescacatellani.it


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Altre opere

 | MEMORIE in Super8-passaggi nello specchio

MEMORIE in Super8-passaggi nello specchio
fotografia digitale-assemblaggio materiali, stampa su carta cotone/specchi invecchiati/post-it/passepartout/cornici
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Descrizione Opera / Biografia


MEMORIE IN Super8
(Viaggi sulla stringa del tempo)
.
La pellicola avanza
il proiettore scatta alla fine
il rullo poi si riavvolge
si può rivedere.
Ancora, ancora, poi ancora
Visiono riavvolgo rivedo
tante pellicole, come le vite.
Nei giorni a venire inizio a percepire Il mio corpo
sensazioni e pensieri nel mentre che vivo.
Il presente è su una stringa di tempo e mi chiedo.
Vivrò quello che è stato già scritto?
Quello che ho appena vissuto, lo potrò rivedere?
Dove mi trovo io, Ora?
Dove mi colloco sulla stringa del tempo?
La coscienza dell’Ora mi porta nell’istante vivente.
Per un attimo sembra che smetta.
La stringa non corre nella coscienza del tempo presente.
.
.
Il progetto nasce molti mesi fa, dopo il ritrovamento nella soffitta di casa di un vecchio proiettore e alcune pellicole usurate dal tempo e dalla polvere. L’idea iniziale di riscrivere un nuovo album di famiglia per immagini, mi consente la riappropriazione di vissuti fino ad allora celati dietro la maschera delle classiche fotografie “in posa” dell’album ufficiale, consegnando all’apertura a monitor, un materiale sorprendente. Immagini sgranate, dai colori brillanti e ipersaturi, in contorni non ben definiti, restituiscono allo sguardo la visione di un mondo, quello che va dal 1965 al 1978 in Italia, un mondo ormai lontano, ma presente nel Dna culturale di chi in una qualche misura ha vissuto quell’epoca. La curiosità di proseguire la ricerca mi porta ad acquistare tutto il materiale che riesco a reperire in mercatini on line e del riuso, antiquari e vecchie botteghe, di pellicole in 8mm e Super8, per full immersion notturne di videoproiezioni e immagini di luoghi, vite, storie, persone a me sconosciute. Un’immersione profonda, continuando a scattare fotografie di viaggi, matrimoni, compleanni, ricorrenze, feste, amicizie, vite.
Corpi lontani, eppure presenti, sulla memoria di stringa.
Riflessione sul tempo, quello passato, quello presente, quello che ancora deve venire.
Un flusso incessante sembra inghiottirci, portando via tutto ciò che appartiene al “vissuto”.
Eppure, sento esistere in me attimi di pura visione del momento presente.
In quello spazio, il tempo pare fermarsi.
Lo specchio sembrerebbe il pretesto perfetto, a suggerire uno stop improvviso, un richiamo a guardare noi stessi da dentro, realizzando così una sospensione nella dimensione lineare dello spazio-tempo terrestre.
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Quanto dura un attimo sospeso?
Lo specchio è l’interruzione, lo stop.
L’invito a fermarsi, per ascoltare.