Premio Combat Prize

Federica Frati - Premio Combat Prize

OPERA IN CONCORSO | Sezione Grafica

 | Il Mago - The Magician

Il Mago - The Magician
stampa xilografica, carta
foglio 50 x 70 cm (matrice 18,6 x 50 cm)

Federica Frati

nato/a a Brescia
residenza di lavoro/studio: Brescia, ITALIA


iscritto/a dal 03 apr 2018

http://federicafrati.com


visualizzazioni: 118

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Altre opere

 | L’amante - The Lover

L’amante - The Lover
stampa xilografica, carta
foglio 50 x 70 cm (matrice 18,6 x 50 cm)

 | Il matto-The Fool

Il matto-The Fool
stampa xilografica, carta
foglio 50 x 70 cm (matrice 18,6 x 50 cm)

 | L’Appeso - The Hanged

L’Appeso - The Hanged
stampa xilografica, carta
foglio 50 x 70 cm (matrice 18,6 x 50 cm)

Descrizione Opera / Biografia


Le opere fanno parte della serie ”I Tarocchi”.
Le opere che propongo sono ispirate al mondo dei Tarocchi che per loro natura abbracciano molti concetti interessanti da indagare: l’amore, la follia, la morte, la vita ... tutti temi che mi affascinano ed incuriosiscono. Quest’opera in divenire (mi propongo infatti di realizzare tutti gli arcani maggiori) include vari pezzi che hanno le stesse misure e caratteristiche strutturali e formali: una cornice che delimita le scene, il segno-graffio come protagonista assoluto, l’essenzialità e la stilizzazione.
La fonte è ovviamente ”La via dei Tarocchi” di A. Jodorowsky, che mi ha fornito preziose informazioni sull’iconografia degli arcani maggiori; tuttavia la mia scelta è stata quella di non aderirvi in maniera pedissequa: ho dato la mia versione dei Tarocchi.
Gli attributi non sono esattamente quelli, infatti nel Mago ho deciso di eliminare quasi tutti gli ”strumenti del mestiere” evocando solo al suo ruolo mediante i dadi sospesi e misteriose sfere nere. La carta dell’Amante, già di per sé molto ambigua, è nella mia versione esplicitamente equivoca: l’amore è tra due uomini, è un amore omosessuale. Generalmente nei Tarocchi le figure sono vestite, nella mia proposta, la maggior parte di esse sono nude, per restare in linea con il mio stile e le mie preferenze estetiche.
Inoltre ho deciso di associare ad ogni carta una persona che conosco e che per le sue particolarità caratteriali è il linea con l’Arcano cui dà vita.
La poetica sottesa a questo lavoro è indagare profondamente l’animo umano mettendo in luce con pochi gesti le luci ma soprattutto le ombre dell’uomo, che quando si guarda nell’opera vi si riconosce e prova un po’ di timore perché vede dei particolari che gli sono sempre sfuggiti e che solo la comunicazione artistica può svelare.
Attività artistica Federica Frati
Federica Frati nasce a Brescia nel 1977. Si diploma presso il liceo artistico V. Foppa dove apprende le principali tecniche artistiche. Dopo due anni di frequenza presso l’accademia di belle arti di Brera si laurea in lettere indirizzo artistico all’università statale di Milano. Dal 2009 inizia la frequentazione dello spazio overseas di Luciano Pea dove si confronta in modo sistematico col mondo dell’incisione.
La preferenza per il disegno e il bianco e nero ha portato l’artista a conoscere le tecniche incisorie principali.
Le xilografie del 2008 sono il primo tentativo di ricercare una propria cifra stilistica e raffigurano volti e soggetti tratti dalla vita quotidiana.
Nel 2010 prende vita il progetto idols, xilografie in cui l’artista si concentra sulla raffigurazione di musicisti contemporanei avvicinandosi sempre di più all’espressionismo tedesco.
A partire dal 2011 l’artista ha realizzato un nuovo lavoro, I nani: acquetinte, acqueforti e xilografie che sempre di più si discostano dalla necessità di descrivere il reale, ma piuttosto mostrano il desiderio di reinterpretarlo soffermandosi non certo sulla sintesi del bello, ma delle deformità. Protagonista assoluto nei Nani è il segno, nervoso, allargato, squarciato da lunghi tempi di posa nell’acido. A tale cifra si accostano talvolta velature di acquatinta che modulano e chiaroscurano queste immagini appartenenti a un’umanità dimenticata, compresa tra due punti, segmenti isolati e sparsi nel caos dei vuoti neutri che fanno da fondo.
Parallelamente alle opere incisorie l’artista ha prodotto a partire da 2010 opere pittoriche. La pittura è sempre stata, sin dai tempi dell’accademia una presenza costante nel lavoro di Federica Frati, ma non ha mai portato prima del 2010 ad esiti uniformi dal punto di vista stilistico. Dopo gli studi all’università di lettere l’artista ha iniziato ad avvicinarsi e ad apprezzare la pittura del ‘900 ma soprattutto quella medievale. La sintesi e la ieraticità di certi affreschi, la non urgenza descrittiva, i baluginii dell’oro, i fondi a verdaccio, sono confluiti nel progetto Idols, in quello pittorico però, che affianca le incisioni. Sostanzialmente ogni xilografia ha il suo corrispettivo in tempera e, se le prime ricalcano il linguaggio espressionista novecentesco, le tempere si rifanno pienamente ad atmosfere medievali. I richiami a tale epoca sono: il supporto ligneo, il fondo azzerato e assorbito nel verde che tanto si avvicina a quello usato nei fondi delle tavole duecentesche e la tecnica a tratteggio che guarda alle opere di Cimabue. Il segno torna ad essere prevalente e preponderante come nelle incisioni, tanto che spesso le tempere e le opere calcografiche vengono esposte insieme.
L’epilogo della serie Idols a tempera è un’ opera, Cut, che consta di due figure riprodotte a dimensioni naturali. Una è maschile, l’altra femminile, entrambe algide, sospese e costituite da un intrico di segni-graffi che si stratificano.
Se nel progetto Idols le figure conservavano un nimbo, atto a sottolineare la sacralità di quei nuovi idoli, in Cut l’aureola svanisce, le figure si smaterializzano in una tensione verso una dimensione metafisica, a metà strada tra il relativo e l’universale, come a ricordare il tentativo e lo sforzo dell’umanità di trovare una relazione con il divino, relazione affatto scontata e non ereditaria.
Il riferimento al sacro, in particolare, è costante nella espressione dell’artista forse per colmare un vuoto che, grazie all’atto artistico, un poco si colma. L’Arte è un mezzo che può lenire la durezza dell’esistenza umana, e che consente di sfiorare e intravedere il sacro.
In opposizione al lavoro celebrale e meditativo della giustapposizione dei segni a tempera alla ricerca di una forma severa, a partire dal 2015 l’artista ha prodotto lavori pittorici strettamente connessi alle xilografie. La stampa xilografica viene dipinta con colori aggressivi e dissonanti; i contorni si sciolgono e il soggetto si ripete sempre uguale, modificato dai diversi interventi cromatici, quasi a definire una teoria, che ha smarrito la sua patina di sacralità.
Questo è l’ultima serie prodotta dall’arista, chiamata Linear Loop. Il titolo esprime il concetto di un elemento che ritorna come in Loop, ma non circolare, retto e probabilmente infinito.
Tecnicamente l’opera è un intervento sulla stampa xilografica che viene poi fotocopiata; l’inchiostro prodotto dalla macchina viene sfaldato dagli acidi ed oli e le forme così trattate vengono dipinte con colori ad olio e graffiante con i pastelli a cera.
Mostre
Luglio 2008-Ottobre 2008 mostra collettiva venti circa.
Dicembre 2009 esposizione di alcune xilografie presso lo spazio overseas di via Carini.
Giugno 2010 mostra diversi presso la galleria Ucai.
Ottobre 2010 mostra e la porta fu chiusa presso la galleria Ucai.
Ottobre 2010 mostra 19 sicuri presso la galleria Ucai.
Aprile 2012 mostra personale Segmenti presso la galleria Mimesis di Calvisano.
Settembre 2012 mostra collettiva IM-ESPRESSIONI presso museo della stampa di Soncino (Cr)
Ottobre 2012- mostra collettiva Civiltà Contadina, omaggio a Luciano Cottini, presso chiesa di Santa Maria della Rosa, Calvisano.
Giugno 2013- terza classificata in occasione del concorso di disegno Lidia Anita Petroni con l’opera Mother and son per la drammaticità del segno in sintonia con l’iconografia rappresentata-
Agosto 2013- mostra collettiva all’interno della biennale di Soncino, A Marco presso la rocca di Soncino (Cr)
Febbraio 2014- mostra collettiva La memoria del corpo, presso Spazio arte Duina, Paitone (Bs).
Aprile 2015- prima classificata nella XXXVII edizione del premio Matteo Olivero, sezione pittura,Saluzzo (CN).
Aprile 2015- seconda classificata nella XXXVII edizione del premio Matteo Olivero, sezione grafica, Saluzzo (CN).
I premio per la sezione pittura, con la seguente motivazione: “L’artista rivela un’istintiva capacità nel tradurre il segno grafico in plastico evidenziando quindi le sue doti nel realizzare incisioni di espressionista memoria. Qui ha connotato la figura umana in modo essenziale e profondo senza perdersi in barocchi decorativismi. Il soggetto si presta a differenti interpretazioni lasciando quindi al fruitore la possibilità di esperirlo all’interno di diversi contesti iconografici”.
II premio per la sezione grafica
Il Secondo premio è stato assegnato all’opera “Nani III” di Federica Frati di Nuvolera (Brescia), che si aggiudica anche il Premio Speciale per la Valorizzazione dell’opera incisoria.
Febbraio 2016- mostra collettiva Giro di stella- gli incisori di pachiderma studio presso Spazio arte Duina-Cascina Balocchi
Aprile 2016 – mostra personale Impuri presso Fondazione Amleto Bertoni , Saluzzo, Cn
Luglio 2016- mostra collettiva ”Oggettività-soggettività” presso associazione ”Il Movente”,Brescia, Italia.
Ottobre 2017- collaborazione con la rivista letteraria Beatiful Loosers: tutto il numero 0 è corredato da incisioni e dipinti di Federica Frati http://belomag.com/
Febbraio 2017- mostra collettiva “Incontri di volti” presso Galleria Ucai, San Zenone all’Arco, Brescia
Novembre 2017- mostra collettiva “Giro di stella” presso Casa stampatori ebrei, Soncino, Cremona
http://fondazionebertoni.it/saluzzo-arte-2015-i-vincitori-della-37esima-edizione-del-premio-matteo-olivero/
Pubblicazioni:
”E la porta fu chiusa”, 2010, ”Apax”-xilografia, a cura di Luciano Pea, Fausto Moreschi.
”Civiltà contadina”, 2012, ”I asen”-acquaforte, a cura di associazione Arte Amici di Calvisano
”VII biennale di Soncino, a Marco”, 2013, ”Immagini sonore”- installazione, a cura di Natalia Vecchia.
”La memoria del corpo”, 2014, ”Mother and son”-grafite su carta, a cura di Mariella Segala
”Saluzzo Arte 2015”, 20015, ”Senza titolo”- tempera magra su tavola, a cura di Paolo Infossi
”Oggettività-Soggettività”, 2016, mostra personale, a cura di Maria Novella Gennari.
”Incontri di volti”, 2017, ”Linear loop”,- tecnica mista su carta, a cura di Le Stelle.