Premio Combat Prize

Anastasia Mutta - Premio Combat Prize

OPERA IN CONCORSO | Sezione Pittura

 | Body Art Connection

Body Art Connection
mista, tela
200x160

Anastasia Mutta

nato/a a Torino
residenza di lavoro/studio: Pancalieri, ITALIA


iscritto/a dal 05 mar 2018

http://www.ilmondidianastasia.com


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Altre opere

Descrizione Opera / Biografia


Nasco nella nebbiosa Torino del “lontano” 1983, dico lontano perché a 34 anni mi ritrovo già con un po’ di rughe che mia nonna diceva essere di espressione ma io di espressiva trovo solo l’arte e poco altro. Attualmente vivo a Pancalieri, un piccolo paese della provincia di Torino, anzi, convivo con due cani che hanno dei problemi uno con il cibo e l’altro con la gravità, un gatto con crisi d’identità e Marco che è già beatificato in vita . Ho iniziato a pasticciare con i colori a 6 anni quando le suore mi mettevano in castigo dietro la lavagna perché non volevo mai dormire dopo pranzo. E coloravo quell’enorme tableau nero con i gessetti colorati. Per il resto mi annoiavo terribilmente a giocare con gli altri bambini. I miei genitori mi riempivano la stanza di lego, di matite colorate e di pongo per poi dimenticarsi di me per almeno un paio di ore. Durante gli anni delle scuole medie facevo i compiti di educazione artistica ai miei compagni e il prof.si arrabbiava sempre. E si arrabbiava anche la prof di matematica. Non arrivavo alla sufficienza. Inutile dire, ma lo dico, che non mi sono diplomata al liceo scientifico. Dopo il liceo artistico mi sono faticosamente laureata in Scienze dei Beni Culturali presso la facoltà di Lettere e Filosofia di Torino che fa sempre figo. Ma l’ho fatto più per i miei genitori che per me stessa. Quelle robe che fai per dimostrare agli altri quanto vali. Come se la propria bravura si misurasse con un pezzo di carta e un numero che non interesserà mai a nessuno a meno che tu non decida di fare qualche concorso statale che nei Beni Culturali credo non rientrasse nemmeno più mio nonno. Intanto continuo a pasticciare con i colori, tanto che decido di riverniciare l’armadio della mia cameretta. Era uno di quei cimeli della trisnonna ereditato e tenuto sempre per quel valore affettivo di cui si parla in giro. E così decido di avvicinarmi al fantastico mondo del restauro. Seguo vari corsi e seminari, stage e tirocini presso importanti botteghe di restauro della provincia torinese. Corro di qua e di là per il Piemonte, per arrivare fino a Mosca, a restaurare parte dell’Ambasciata italiana. Si certo perché da quelle parti pagano bene e il lavoro non manca. Che poi non mancherebbe nemmeno qua…Freno…Taglio. Ma non contenta e curiosa di conoscere ancora qualcosa, mi laureo per la seconda volta, che poi sarebbe la prima, quella che ho fatto perché davvero ho avuto una “vocazione”, di quelle che ti svegli al mattino e capisci che quello è ciò che vorrai fare. Una laurea all’Accademia di Belle Arti. In tutto questo ci metto il corso di teatro, il cake design, beh si sono golosa e con la scusa di fare le torte artistiche qualche cosa ci scappa in bocca; la nai art, che ai tempi dell’uni mi permetteva di pagarmi 1/10 della tassa universitaria e che oggi continuo a fare perché ho le clienti affezionate. Ho esposto opere per beneficienza e organizzo laboratori creativi per chi è curioso come me. Lavoro su commissione e su ispirazione, i temi delle mie opere sono i più disparati, così come le tecniche utilizzate per la loro realizzazione. Adesso capite perché ILMONDODIANASTASIA. Perché l’arte è creatività, è non stare mai fermi, è esprimere se stessi, è esplosione di idee. E io credo che l’artista ha il dovere, innanzitutto verso se stesso, di rinnovarsi continuamente, non solo nelle diverse forme d’arte, ma anche nella vita. Io ho la presunzione di esserne un esempio.
Anastasia Mutta
Il tatuaggio è la rielaborazione moderna dell’identità sociale con l’uso di modelli e materiali, un’operazione di riproduzione creativa che appartiene al fenomeno più ampio della moda. Diventa un simbolo di appartenenza che viene siglato sulla pelle grazie anche alle mani dell’artista tatuatore che da forma ad una espressione dell’interiorità altrui, un modo per ricordare un vissuto interiore e diventa quindi una forma di comunicazione non verbale che esprime qualcosa di noi che in genere viene tenuto nascosto. E’ altresì espressione artistica in movimento perché la pelle non è un foglio di carta ma una tela che si muove. Il corpo invece è inteso come luogo dove collocare i segni di speranze e aspettative di ogni individuo. Tornando a parlare di moda, anche l’abbigliamento ne fa parte ma, a differenza del tatuaggio, segnala la capacità e la disponibilità a rinunciare a simboli di identità a favore di altri ed in modo temporaneo. I simboli di decisioni identitarie incise sul corpo suggeriscono all’opposto che l’identità non è temporanea ma duratura. Così il tatoo esprime stabilità e libertà di scelta ovvero di auto identificazione del proprio IO. Si può parlare così di Embodiment, dove gli elementi di appartenenza e permanenza sono in contraddizione con quelli di l’individualità e di transitorietà che sono alla base del concetto più ampio della moda e che trovano manifestazione visibile proprio nel lavorìo sulla rappresentazione dei nostri corpi.
Questo lavoro propone un percorso che spazia tra diverse arti figurative quali il body tatooing, la fotografia e la pittura. E partendo dal concetto di tatuaggio come arte che si manifesta sulla pelle, quindi sul corpo inteso come tela, andremo a lavorare sul tatuaggio raccontando il significato soggettivo e la storia di chi lo possiede e di chi l’ha creato.
La fotografia ci permetterà di immortalare l’immagine del soggetto tatuato in movimento con più scatti giocando su particolari del corpo, dei colori delle linee. Nasce così il ritratto fotografico del tatuaggio.
Attraverso la pittura si elaboreranno i vari scatti fotografici in movimento per riprodurre sulla tela il corpo nudo “vestito” del suo tatoo, che andrà ad occupare anche lo spazio circostante come se il soggetto fosse un tutt’uno con il tatuaggio, come una seconda pelle, per creare un effetto di dissoluzione del corpo, in cui l’osservatore perde la percezione delle forme e tutto si confonde leggermente in un movimento appena accennato, dove decorazioni si sovrappongono ai corpi come tatuaggi sulla pelle.