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OPERA IN CONCORSO  Sezione Pittura

Alberto Venturini | Untitled
vedi ad alta risoluzione

Untitled
acrilico, carta da lucido
120x80 cm

Alberto Venturini

nato/a a Castel San Pietro

residenza di lavoro/studio: Borgo Tossignano (ITALIA)

iscritto/a dal 05 mag 2014

Under 35

Altre opere

Alberto Venturini | Untitled

vedi ad alta risoluzione

Untitled
acrilico, carta da lucido
120x80 cm

Descrizione Opera / Biografia


Lavoro basato sull’idea di creare nuovi paesaggi con immagini spazzatura, a volte pentendosi. Forme in equilibrio fra casualità e controllo. Ho preso un poster di un paesaggio come quelli che si possono vedere nelle agenzie viaggi, l’ho accartocciato e ho spruzzato il colore sulle pieghe che si erano venute a creare. Dalle differenti angolazioni e intersezioni di queste si crea una superficie cangiante le cui armonie variano continuamente con lo sguardo dello spettatore.
Attingo da un dossier condiviso, in continuo divenire. Lavoro con immagini che appartengono ad una banca dati globale, fatta di clichè e luoghi comuni. La bellezza e l’ estasi non sono presenti; l’ormai ridicolo panorama va censurato per lasciar spazio al rifiuto, all’immondizia che si maschera da carino, quasi ridicolo. Scostandosi dall’illusione, la visione diventa esplicitamente oggetto.
Dall’osservazione di spazi con una storia passata, ormai dimenticata e un presente incerto o ambienti con un ruolo non ben definito e sprofondanti nell’anonimato, sono stimolato a cercare spiragli di cambiamento. Barlumi di chiarezza e attivismo mentale. Vago in territori in cui relazionarsi è difficile e l’identità è confusa, livellata, ordinaria; non vi è identità singola nè relazione, ma solitudine e similitudine. Zone non fruite e se fruite, solo passivamente, delle quali non viene quasi mai messa in dubbio l’origine. Al supermercato nessuno vieta di ballare.
L’impeto di creare é connaturato, caotico e apparentemente casuale. Successivamente, con la pratica, muta in un’attitudine razionale, metodica, quasi meccanizzata. La “macchina morbida” prende consapevolezza di sè e indaga ciò che la cultura visuale gli ha impresso. Sintetizzando fino ad astrarre, alla continua ricerca di un nucleo, un big bang primordiale di cui riappropriarsi consciamente.