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OPERA IN CONCORSO  Sezione Video

7ra | 7alomè
vedi ad alta risoluzione

7alomè
video, digitale
00:01:17:07

7ra

nato/a a Valdagno

residenza di lavoro/studio: Valdagno (ITALIA)

iscritto/a dal 08 apr 2014

Under 35

http://www.francescaguiotto.it

Altre opere

7ra | Parole Liquide

vedi ad alta risoluzione

Parole Liquide
video, misto
00:03:47:00

Descrizione Opera / Biografia


DESCRIZIONE OPERAUn video di 01.17.07 minuti, realizzato in sette giorni, con tema di partenza, per l’appunto, il numero sette.Ho voluto prendere come punto di partenza la danza dei sette veli nella Salomè di Oscar Wilde, per poi trattarla in chiave noir ed ispirandomi al montaggio del promo di Seven (D. Fincher).Il video si può suddividere su tre piani mescolati tra loro: il primo è quello relativo alla vita di Wilde dove i toni azzurri e freddi dei libri richiamano i fogli delle lettere del ‘de profundis’ (opera scritta dall’autore nel suo periodo di reclusione), vi è il garofano verde (che mi ha permesso qui, di delineare ancor di più l’ambiguità sessuale di Salomè) e la luna (rossa e piena) che in Salomè, come anche in molti libri di Wilde, è presagio di morte e spesso evocativa dell’autore stesso, in quanto quest’ultimo vede e sà già tutto sulla sorte dei personaggi. I toni orientaleggianti della canzone, il pavone sulla spalla richiamano quell’orientalismo che contraddistingueva le opere di Wilde; come anche i colori scelti per il video, che sono gli stessi citati nel testo teatrale.Il secondo livello è quello relativo alla storia di Salomè come dramma d’amore (il sipario rosso sangue che si apre inizialmente mostrando una danza del ventre che richiama come ritmo uno streap tease), una storia ‘malata’ per Jokannan (la scelta delle fotografie di un uomo di pietra, al quale verrà cancellato il viso, tralasciando però la sua bocca, oggetto del desiderio di Salomè fin dall’inizio) destinata però a finire nel sangue, in quanto Jokannan verrà decapitato proprio per richiesta di Salomè, dopo aver concesso una danza dei sette veli al padre. La femminilità di Salomè sboccia come un fiore, nutritosi del sangue che sgorga dal fiore appassito di Jokannan che ha affianco, proprio come in un’illustrazione di Beardsley.Il terzo livello è la preparazione e la danza di Salomè di cui vediamo il truccarsi, il vestirsi, il togliersi e mettersi i sandali; ma vediamo anche la conseguenza di questa danza a piedi nudi nel sangue: vediamo delle mani che ondeggiano arrossite e si lavano macchiando l’acqua di rosso. La preparazione di Salomè per questa danza è come quella di un assassino mentre mette in fila i suoi strumenti di tortura. Salomè è torturata ed allo stesso tempo boia. Proprio per questa ambiguità nel personaggio, Salomè si è rivelata l’ideale per rappresentare la violenza sulla donna in un’unica entità, mettendo in risalto i lati più oscuri di quest’ultima. Le frasi conclusive dell’opera teatrale sono anche le ultime battute del video dove troviamo Salomè violentata ed, infine, soppressa per ordine del padre: ormai Salomè è stata violentata, si è trasformata in un mostro, deve essere uccisa.BIOGRAFIAUna persona, un giorno, mi ha definita una ’smanettatrice testarda’. Per quanto abbia odiato quell’appellativo (che mi sembrava sminuisse tremendamente quello che facevo) credo abbia abbastanza centrato. In realtà, questa persona, non aveva capito un bel niente di me, ma non è questo il punto: la verità è che mi piace stare scomoda, faccio sempre cio’ che non so fare per capire come va fatto (o non fatto). Mi piace mettermi in gioco, vedere come reagisco, sfidarmi inserendo nuove variabili, sperimentare, mettere in discussione i miei lavori e (quindi) me stessa. Mi piace dare la possibilità agli errori (mai) casuali di intervenire, di modificare il corso degli eventi, insomma, sono una che se la chitarra si scorda io stono insieme a lei.Ho lo svantaggio che non conosco per niente le mie capacità, ma so che questo è anche il mio punto di forza. Sono terribilmente ed avidamente curiosa di tutto. Ciò che spero di diventare è essere una di quelle che mettono i punti interrogativi pur essendo dei punti esclamativi. Spero di lasciare qualcosa alle persone che guardano, vedono, vivono, sentono i miei lavori, spero di emozionarli, farli pensare, incuriosirli e magari anche farmi disprezzare. Spero di agitare i pensieri (ed i pensatori!) perchè credo che non ci sia cosa peggiore di qualcosa che ti lascia indifferente.L’importante è comunicare, sempre, qualcosa, in qualsiasi modo, a qualsiasi persona.