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L'ARTISTA  Sezione Pittura

Patrizia Zara

nato/a a: Magenta (MI)

residenza di lavoro/studio: Magenta (MI) (ITALIA)

iscritto/a dal 18 apr 2012

sito web: http://www.patriziazara.com/

Le opere

Patrizia Zara | Gioco di parole

vedi ad alta risoluzione

Gioco di parole
alchidico, tela
80x60

Patrizia Zara | Piccantiamoci!

vedi ad alta risoluzione

Piccantiamoci!
alchidico, tela
80x60

Patrizia Zara | Cornucopia

vedi ad alta risoluzione

Cornucopia
alchidico, tela
130x100

Biografia

Consegue la Laurea in Scenografia all'Accademia di Belle Arti di Brera nel 1992, e nello stesso anno collabora come scenografa alla realizzazione de "La disputa" di Marivaux (scene di Maurizio Balò), per il Teatro Studio di Milano.
Si dedica poi alla realizzazione di trompe l'oeil e quadri su tela di grandi dimensioni, da applicare a parete. Intanto apre una Casa Editrice con un socio.
Successivamente lavora anche per un'Agenzia di Pubblicità e crea ciondoli-scultura con pezzi di scarto di vetro di Murano ed argilla polimerica.
Decide poi di creare e far produrre cuscinetti terapeutici innovativi di alta qualità, esposti poi nello show-room di Milano in via Borgonuovo.
Le è poi commissionato il ritratto di Sam Nujoma (ex Presidente della Namibia), che ammira ed apprezza anche i suoi ciondoli-scultura e la sua produzione di oggetti innovativi.
In seguito, si avvicina al mondo dei microchips, in quanto attratta dalla ricerca nel campo della matematica, della fisica e della microingegneria. Da qui il suo interesse per gli astronauti che la affascinano anche per la loro forza psicologica, lo Shuttle, le esplorazioni spaziali, l'Universo… Inizia così a frequentare il Planetario di Milano ed incomincia a dipingere lo Spazio e paesaggi alieni. Dona una sua opera a Margherita Hack e conosce alcuni membri della NASA, ai quali proporrà di portare un suo quadro nello Spazio. E' suo desiderio che sia il primo quadro ad andare nello Spazio!!
Successivamente sente il desiderio di ritornare lentamente alla realtà.
Dopo un periodo di spazi alieni, infiniti e solitari, parte per Las Vegas: un'isola di luci e colori sospesa dalla realtà e così, i pianeti raffigurati nelle sue opere, si trasformano in palline giocose e colorate che, come nel racconto di Kafka: "Blumfeld, un vecchio scapolo", hanno vita propria.
Poi arriva la mano a dominare e giocare con quelle palline e da qui l'interesse per la MANO.
Attualmente dipinge nel silenzio della campagna lombarda, circondata da ordine, pulizia e pochi ed essenziali oggetti.